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I lavoratori del Vittorio Emanuele occupano il teatro

Un’assemblea dai toni infuocati e poi la decisione di occupare il quinto piano, dove ci sono le stanze dei dirigenti. I lavoratori dell’Ente Teatro tornano alla carica. Non tanto per il mancato pagamento dello stipendio di dicembre e della tredicesima, quanto per la mancanza di prospettive del Vittorio Emanuele.

“La stagione non è decollata -spiega Pippo Di Guardo, segretario generale dell’SLC Cgil. Domani debutta il primo spettacolo della prosa ed il 20 per cento degli abbonamenti non è stato rinnovato. Al di là della crisi, questo è un segnale chiaro di cosa pensino gli utenti della situazione del Vittorio Emanuele. Abbiamo dei vertici che negli anni hanno dimostrato di non essere all’altezza del compito che sono stati chiamati a svolgere. Il bilancio del 2010 è stato approvato alla fine dell’anno scorso e solo adesso stanno lavorando a quello del 2011. Il risultato di questo comportamento è che i trasferimenti regionali relativi al 2010 sono stati disposti solo a novembre”.

Ma a peggiorare la situazione contribuisce anche la mancanza di liquidità della Regione. Perché è vero che da novembre ci sono i mandati di pagamento per 3 milioni 400 mila euro in banca, ma è altrettanto vero che sono scoperti perché non ci sono i fondi. Una volta che sarà approvato il bilancio del 2011 da Palermo dovrebbero arrivare altri 2 milioni e mezzo di euro, ma non è detto che non seguano la stessa sorte dei mandati fermi in banca.

E durante l’assemblea di questa mattina, alla quale hanno portato la propria solidarietà anche gli occupanti del Teatro Pinelli,  si è affrontato anche il nodo del

commissariamento. Chiesto ed ottenuto l’anno scorso dai sindacati, poi bloccato dalla fine del governo Lombardo. Il presidente della Regione Crocetta si è pubblicamente impegnato più volte ad inviare un funzionario a Messina e di mandare a casa l’attuale Consiglio di Amministrazione (l’ultima volta è stato il 22 novembre scorso a Saponara in occasione della commemorazione delle vittime dell’alluvione del 2011) ma tutto sembra inspiegabilmente bloccato.

Quando è stato a Messina il 31 dicembre scorso, Crocetta ha sì parlato di una rete di teatri siciliani e di assunzioni per tecnici e orchestrali, ma sul commissariamento del Vittorio Emanuele ha glissato. Una dimenticanza? Forse. Anche se il ritardo del provvedimento a dispetto delle promesse e del funzionario già individuato da oltre un mese, potrebbe far pensare ad una clamorosa marcia indietro.

Aggiornamento 12.18

Intanto poco dopo le 11 è iniziato il confronto con il soprintendente Paolo Magaudda. Nel suo ufficio c’è una delegazione di lavoratori insieme al dirigente sindacale Di Guardo, ma la discussione non va in alcuna direzione. Presente anche Gustavo Ricevuto, membro del Consiglio di amministrazione, che dopo avere premesso di essere là per caso, ha sottolineato “non vorrei che la vostra azione potesse essere configurata come interruzione di pubblico servizio”.

A questa uscita i lavoratori presenti sono rimasti di sasso ed hanno preferito continuare la discussione con Magaudda. Che ha dato la propria disponibilità rispetto alla richiesta di una seduta aperta del Consiglio di Amministrazione al quale dovrebbe partecipare anche la deputazione messinese, ma che per quanto riguarda un cronoprogramma di azioni possibili per uscire dal guado non intende assumere alcun impegno.

Aggiornamento 13.20

Alle 15 nuovo incontro tra i sindacati ed il soprintendente Magaudda per definire i tempi del Consiglio di amministrazione aperto a lavoratori e parlamentari.