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I fiori di Bach

Alcuni clienti che mi vengono a trovare per la preparazione dei fiori di Bach, mi consegnano un foglietto con l’elenco dei fiori. Sono i clienti più difficili perché, convinto che quella formula non sortirà alcun effetto, mi trovo in difficoltà nello spiegare la mia perplessità. Spesso la terapia con i nomi dei fiori è stata infatti suggerita da soggetti che hanno un certo carisma (amici, naturopati o medici) ma non esperienza o sono stati copiati dal testo sacro Internet che ha ormai sostituito Bibbia e Corano. Quindi intoccabili.

Ho sempre ripetuto che tutto ciò che si scrive e si conosce sui fiori è solo azione commerciale, che ha danneggiato enormemente per gli insuccessi, ma continua a far vendere per la pubblicità e la falsa convinzione di una facile terapia alla portata di tutti. Le “cantonate” sono al 90%. Per il restante 10%, metà guariscono da piccoli disturbi per l’effetto placebo e solo il 5% guarisce da importanti disturbi ma solo perché si sono affidati a professionisti.

Per facilitare la diffusione e quindi la consistente vendita con il “fai da te” esiste una vastissima informazione, ma molto semplice e assolutamente fuorviante. I fiori in questione non agiscono come i farmaci, cioè chimicamente. Il loro mistero sta per essere svelato dalle recenti scoperte della fisica sulle onde vibrazionali. Le infinitesimali vibrazioni che i fiori hanno trasmesso in origine all’acqua, ora influiscono sullo stato d’animo dell’uomo riportandolo al carattere della nascita o a quello sovrapposto dell’infanzia. I fiori non guariscono la malattia, ma agendo sullo stato d’animo alterato cercano di riportarlo all’equilibrio perduto. E la psiche, come si sa, può causare o peggiorare certe alterazioni del fisico.

E’ necessario quindi fare un’analisi

psicologica approfondita prima di scegliere i fiori adatti. Non basta un solo fiore per curare, come volgarmente sono elencati nelle liste note, ma ne servono tre o quattro se si riesce a conoscere lo stato d’animo precedente. Ecco che la difficoltà non è nel sapere la situazione odierna, cosa nota a tutti, ma nell’approfondire un’analisi psicologica retrospettiva per conoscere il passato e per quale causa l’emotività, lo stato d’animo e le reazioni personali si sono modificate.

A questo punto bisogna scegliere anche altri fiori che non corrispondono però alle spiegazioni delle liste note e sembrano non solo inutili, ma addirittura contrari al problema attuale. Se non si è bravi ed esperti psicologi, è meglio lasciar perdere i Fiori di Bach.

Quindi per fare semplici esempi, se oggi il compagno è geloso, non basta Holly  ma necessitano anche altri fiori per ricondurlo a un preesistente senso di equilibrio.

I miei più eclatanti successi si sono infatti verificati su persone che conoscevo bene. Non soltanto ogni uomo ha necessità di un gruppo di due o tre fiori (a volte anche di più), ma durante la terapia spesso è necessario modificare quelli di supporto.

I “Fiori di Bach” hanno ottenuto il riconoscimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: oggi sono usati con successo in molti paesi e finalmente anche in due centri ospedalieri italiani (ovviamente del Nord).

Per essere efficace questo metodo deve seguire perfettamente alcuni indirizzi:

Saper fare una diagnosi psicologica dato che i fiori curano i disordini emotivi che causano od aggravano certe  patologie.

Saper scegliere fra 38 rimedi accostandone due, tre o quattro.

Saperli preparare, possibilmente senza modificare (come succede spesso) gli originali consigli del medico inglese Edward Bach.

Saperli assumere; cosa non facile, che rende spesso poco efficace la terapia per via delle interferenze in bocca,  dentifrici compresi.

Per contattare il dottor Di Prima, farmacista e naturopata, potete scrivere a: anticospeziale@virgilio.it