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I debiti del Comune e la corsa per evitare il dissesto

Il vice sindaco Guido Signorino durante il comizio finale

Il toro deve essere preso per le corna, c’è poco da fare. E così oggi pomeriggio il sindaco Renato Accorinti ed il vice sindaco e assessore al Bilancio Guido Signorino si sono incontrati con il Ragioniere generale del Comune di Messina Ferdinando Coglitore e con il dirigente dell’Area Economico-finanziaria Giovanni Di Leo.

Un doppio, ma non di tennis, of course, che magari si sarà pure svolto in maniera civile, ma che ha prodotto alle 19.41 un comunicato stampa dell’amministrazione, che ha preso nettamente le distanza da quanto hanno dichiarato oggi Coglitore e Di Leo rispetto non tanto ai debiti reali di Palazzo Zanca, quanto ai problemi personali tra i due e l’ormai ex commissario straordinario Luigi Croce.

Archiviati i battibecchi da separati in casa, ci sentiamo con l’assessore Signorino per fare il punto della situazione. Che tanto rosea non è, anche se l’intenzione dell’amministrazione Accorinti è quella di evitare la dichiarazione di dissesto in tutti i modi possibili.

“Ovviamente oggi pomeriggio abbiamo discusso della situazione debitoria del Comune -racconta Signorino. Per quanto ci riguarda, siamo in attesa di ricevere informazioni tra i debiti iscritti in bilancio e la loro corrispondenza”.

In buona sostanza, si tratta di capire se i debiti sono 78 milioni come Coglitore ripete e ribadisce ad ogni pie’ sospinto o se invece si attestino sul mezzo miliardo annunciato da Croce il 6 giugno scorso durante un incontro con i candidati sindaco. “Si arriva a queste cifre partendo da interpretazioni diverse della massa debitoria. I 78 milioni sono quelli certificati e iscritti nel Bilancio, mentre i 500 milioni dei quali ha parlato Croce sono quelli che comprendono anche le ipotesi dei debiti”.

Il Piano di Riequilibrio presentato da Croce e dal suo staff per evitare il default è crollato sotto il peso dei pareri del Collegio dei Revisori dei Conti e del Collegio di Difesa. “E’ chiaro che il Piano deve essere ridefinito, ma è ugualmente evidente che è vincolato alle risposte del ministero degli Interni, che ancora devono arrivare. Noi, per quanto ci concerne, stiamo lavorando per riscriverlo”.

Da dove pensate di iniziare? “Stiamo studiando come quantificare i risparmi potenziali e chiaramente puntiamo a rendere più economica la gestione del Comune. Partiremo dai tagli sulle spese energetiche e dai costi della politica”.

In pratica le vostre indennità come assessori e quella del sindaco. “I nostri emolumenti sono da rivedere, questo è chiaro. E’ altrettanto chiaro che saranno rivisti in base alle situazioni personali di ciascuno, perché un libero professionista avrà esigenze diverse da chi è un lavoratore dipendente. Insomma, sono tutte valutazioni che si faranno partendo dalle situazioni personali. Quello che è certo è che nessuno di noi cambierà il proprio tenore di vita grazie all’attività politica”.

Torniamo agli sprechi della macchina comunale, dove pensate di agire? “C’è da rivedere o sciogliere il contratto relativo ai tornelli, che sono comunque un costo e dobbiamo capire se è possibile sostituirli o se invece sono obbligatori per legge. Ci sarà un’attenta revisione della spesa e un Piano di recupero dell’esazione di quanto è dovuto al Comune. C’è poi il Piano di dismissione dei cespiti comunali, che sono più o meno 400, anche se non tutti potranno essere venduti perché la situazione immobiliare non è delle migliori. Però intendiamo fare chiarezza sugli affitti dovuti al Comune per gli immobili di sua proprietà e su quelli che invece il Comune paga a terzi. Ci sono da rivedere i canoni concessori per l’urbanizzazione primaria e secondaria e per gli impianti pubblicitari. Un piano ben studiato e calibrato potrebbe davvero consentire una rimodulazione della situazione economica e una parte del debito può essere rivista ricorrendo ad un mutuo della Cassa Depositi e Prestiti”.

Per quanto riguarda le entrate mancanti delle tasse locali, fino ad oggi sul banco degli imputati c’è stata anche la Serit, che non si è dimostrata all’altezza del proprio compito. “Sicuramente non ci sono stati risultati soddisfacenti e vantaggiosi per il Comune da questo punto di vista. La settimana prossima ci incontreremo per fare il punto della situazione e valuteremo come regolarci”.

Ultima domanda: pensate di riuscire ad evitare dafault? “Stiamo mettendo insieme tutti gli elementi portanti per intervenire in questa fase di prima emergenza. Con la consapevolezza che il nostro tentativo di mettere mano al Piano di Riequilibrio è legato alle decisioni del ministero. Ovviamente speriamo di farcela e che il ministero accolga le nostre proposte, ma è chiaro che il risultato finale trascende dalla nostra capacità di intervento”.