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I consiglieri di CMdB contro la STU Tirone

Renato Accorinti e Luigi Sturniolo

Ieri la pubblicazione dell’avviso per la nomina del presidente e di un componente il CdA della STU Tirone, oggi la replica di tre dei quattro consiglieri accorintiani di Cambiamo Messina dal basso.

Le candidature dovranno esser presentate entro il 18 ottobre e il bando ha suscitato non poche perplessità, visto che si pensava che la vittoria di Accorinti fossa una garanzia per l’eliminazione di un progetto mostruoso che prevede migliaia di tonnellate di metri cubi di cemento in un area ristrettissima nel cuore della città.
Messe da parte le incomprensioni dei giorni scorsi rispetto al blocco della diretta streaming delle sedute del Consiglio comunale (appoggiato solo dalla Lo Presti) gli esponenti di CMdB mettono le cose in chiaro.
“L’opposizione alla Società di Trasformazione Urbana Il Tirone è iscritta nella nostra biografia -scrivono Luigi Sturniolo, Ivana Risitano e Nina Lo Presti. Mentre ancora ci battevamo contro la costruzione del ponte sullo Stretto, partecipavamo al movimento che individuava nella STU un progetto devastante per il territorio, gravido di forti insicurezze dal punto di vista della tenuta del versante che lo avrebbe ospitato e insostenibile negli aspetti finanziari.
Criticità comuni a tutte quelle opere, grandi e piccole, segnate dalle partecipazioni pubblico-privato che negli ultimi 10
anni hanno invaso i nostri territori (cercando attraverso complicati artifizi finanziari di bypassare la carenza di liquidità) lasciando come risultato, in larga misura, solo progettazione e sperpero di denaro pubblico.
Va detto, infatti, che Le Società di Trasformazione Urbana, come in generale le partecipazioni pubblico-privato e le partecipate spa a capitale pubblico, si sono tradotte in grandi centri produttori di debiti.
Forse il più clamoroso di questi casi è Parma. Su circa 600 milioni di euro di debiti accumulati al 2010 dal “Gruppo Comune di Parma” il 72% riguardava le Società di Trasformazione Urbana (una modalità fortemente utilizzata in quella città), mentre il resto era da attribuire alle altre partecipate.
Non è da meno Bagnolifutura (a capitale interamente pubblico) che ha prodotto centinaia di milioni di debiti, cosa che ha indotto il sindaco di Napoli Luigi De Magistris a pronunciarsi per la sua cancellazione. In molti altri casi la STU è stata sinonimo di formazione di ingenti debiti per le casse pubbliche: Aqui Terme, Santa Maria Capua Vetere, Battipaglia, Pescara …

La decisione di procedere alla nomina del nuovo presidente del Consiglio di Amministrazione e di un nuovo consigliere della STU “Il Tirone”, sebbene giustificata dalla necessità di dotarsi degli strumenti necessari a gestire la fase, se non accompagnata da specifico chiarimento sul futuro del progetto sembra non andare nella direzione della liquidazione della struttura societaria. Eppure questa, a gran voce, è stata la richiesta che in questi anni i movimenti hanno espresso”.