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Il PD di Milazzo blocca il Registro delle Unioni Civili

Salta il Registo delle Unioni Civili di Milazzo. L’assenza in aula della maggior parte dei consiglieri del centro sinistra ha infatti permesso all’opposizione di affondare il provvedimento approvato dalla Giunta a ottobre dell’anno scorso con 14 no, 4 voti a favore e un astenuto. A determinare il risultato, ritenuto fino ad allora quasi scontato vista la disponibilità data e confermata più volte dall’amministrazione guidata da Carmelo Pino, i problemi tra il sindaco e i consiglieri del PD. 

Dopo Bagheria, che ha riconosciuto le coppie di fatto già da 20 anni, il centro mamertino sarebbe stato il secondo Comune siciliano a dare una prova di civiltà e rispetto. Dura ed immediata la reazione del presidente dell’ArciGay di Messina Rosario Duca, che in linea con il suo predecessore Peppe Franco continua la battaglia per l’attivazione del Registro delle Unioni Civili in tutti i Comuni della provincia.

“Hanno votato a favore solo i consiglieri Scicolone, Saraò, Gitto e Napoli -spiega Duca. Ovviamente valuteremo le azioni da intraprendere, visto che a bocciare l’iniziativa sono stati anche alcuni consiglieri della coalizione che ha vinto le elezioni. Questa non è una bocciatura politica, ma il risultato di interessi di bottega e meschine ripicche da parte di chi non ha preso in considerazione il bene della collettività. A breve convocherò un tavolo del centro sinistra di Milazzo per capire perché le motivazioni politiche ed i dissidi tra consiglieri e sindaco siano ricadute su questo atto di civiltà. Un paio di giorni fa un ragazzo mi ha chiesto se non ho paura che qualcuno (omofobo) possa fare

delle ritorsioni o attaccarmi anche per farti del male. Ho riflettuto su questa domanda e sono giunto alla conclusione che c’è qualcosa peggiore di peggiore della paura che mi spaventa molto di più: il rimorso di avere lasciato qualcosa d’intentato. La settimana prossima chiederò ufficialmente che il provvedimento sia ripresentato e quando tornerà in aula noi dell’Arcigay saremo presenti in massa. Bene o male a Milazzo ci conosciamo tutti e chi ha affermato determinate cose in privato dovrà avere il coraggio di smentirsi o assumersi la responsabilità di quanto affermato”.

Rosario Duca, presidente Arcigay Messina

A supportare l’indignazione della comunità LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e trans) che nella sola Messina conta oltre 20 persone, 3 mila delle quali hanno ufficialmente fatto outing, i giovani dell’MPA di Milazzo. “Esprimiamo disapprovazione ma non sorpresa per la bocciatura in Consiglio Comunale del Registro delle Unioni Civili -commenta Gianpaolo Piccolo. Come giovani autonomisti non ci riconosciamo nel comportamento dell’intero Consiglio Comunale di Milazzo e in particolare del consigliere autonomista Capone, dal cui comportamento non ci sentiamo rappresentati. Nel pieno rispetto di tutte le posizioni su un tale tema sociale, crediamo che l’intera città abbia perso una buona occasione di riscossa e di progresso civile non inserendo il proprio nome in quel breve elenco di comuni che ad oggi riconoscono quelle forme di convivenza fra due persone, legate da vincoli affettivi ed economici, che non accedono volontariamente all’istituto giuridico del matrimonio o che sono impossibilitate a contrarlo. Milazzo ha dato di sé un’immagine di città retrograda ed intollerante. Credenziali che da cittadini riteniamo di non meritare”.