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I bandi per i servizi sociali prorogati fino al 31 marzo

Una protesta dei lavoratori dei Servizi sociali

Prorogati fino al 31 marzo i bandi per i servizi sociali. Dopo mesi di proteste anche eclatanti dentro e fuori Palazzo Zanca, la Giunta Accorinti ha accolto le richieste di centinaia di lavoratori e delle migliaia di assistiti tra anziani, disabili e i ragazzi che frequentano i Centri di Aggregazione Giovanile attivi nelle zone a rischio della città e ha dato il via libera durante la seduta di ieri pomeriggio.

“Un contributo importante nel raggiungimento di tale traguardo è stato fornito -sottolinea il segretario generale della FP Cgil di Messina Clara Crocè- anche per l’interessamento della presidente del Consiglio comunale Emilia Barrile, che ha preso parte all’incontro tenutosi nei giorni scorsi con l’assessore  al ramo Nino Mantineo, il dirigente i Servizi sociali Giovanni Bruno e il nostro sindacato.

Alla base della scelta adottata dall’amministrazione la necessità, nelle more dell’approvazione del Bilancio di Previsione 2013, di prorogare i servizi fino al 31 marzo per avere il tempo di predisporre nuovi bandi della durata, sembra, di 20 mesi, mediante procedure aperte di durata pluriennale. Passaggio indispensabile per dare stabilità ai servizi sia in termini di qualità che di continuità. Concordiamo con l’assessore alle Politiche

Sociali sulla necessità di riorganizzare i servizi tenendo conto delle esigenze degli utenti e dei lavoratori e nei prossimi giorni si terranno dei tavoli tecnici per ciascun servizio. Al centro della prossima programmazione, così come ha dichiarato lo stesso Mantineo, i bisogni delle persone più deboli ma senza perdere di vista i livelli occupazionali e le aspettative dei lavoratori”.

Inevitabile un passaggio sugli scontri avuti sin dall’inizio con la nuova amministrazione, alla quale si è chiesto da subito di prendere in mano la patata bollente e di farsi carico delle necessità degli operatori e degli assistiti.

“Fino ad oggi -puntualizza ancora la Crocè- abbiamo più volte evidenziato che i continui cambi di gestione comportano notevoli disagi organizzativi. Tempi così brevi di affidamento non consentono al nuovo gestore un’incisiva organizzazione dei servizi, con conseguenti ricadute negative sull’utenza e sui lavoratori, che in pochi mesi cambiano più volte datore di lavoro affrontandone i rischi occupazionali conseguenti.

Per non parlare del grave danno economico arrecato. Molti lavoratori devono ancora ricevere dai precedenti gestori delle cooperative stipendi arretrati, TFR, assegni familiari, malattie e altro. Ovviamente -conclude la Crocè- per noi della FP Cgil rimane ancora aperto il nodo delle somme stanziate nel redigendo Bilancio di Previsione 2013″. E se quanto previsto dalla Giunta Accorinti sarà inferiore a quanto serve per un settore così delicato, non è difficile prevedere il ritorno alle barricate.