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Hotel Riviera, un inutile patrimonio

L'Hotel Riviera

Tanti messinesi lo ricordano per i matrimoni, i battesimi , le cresime che vi hanno festeggiato. Poi, alla fine degli anni ’80, è stato acquistato dalla Provincia Regionale di Messina, che ne voleva fare una sede distaccata per i propri uffici.

Oggi, l’ex Hotel Riviera è solo un palazzone in pessimo stato di conservazione che si affaccia su uno degli scenari più belli della città, la rada San Francesco e il lungomare del Ringo.

L’amministrazione Ricevuto ha tentato per l’ennesima volta di metterlo all’asta, ma anche nell’ultima asta nessuno si è presentato a concludere l’affare. Il prezzo richiesto, 20 milioni 700 mila euro, evidentemente è stato ritenuto troppo oneroso per i tempi di crisi e, soprattutto, per lo stato dell’immobile, bisognoso di lavori di ristrutturazione. Anche perché, in tutti questi anni Palazzo dei Leoni non è riuscito a garantire neanche un minimo di manutenzione ordinaria.

Per la verità, i lavori di ristrutturazione erano stati già previsti nel pacchetto proposto dalla società Russottfinance spa, vecchia proprietaria dell’ex albergo, alla Provincia. La bozza di accordo sottoposta all’ente di Corso Cavour per la cessione del complesso infatti, prevedeva tre possibili soluzioni: la semplice vendita dell’immobile per 23 miliardi di lire, la vendita dell’immobile ristrutturato senza la facciata continua in vetro per  24 miliardi o la vendita dell’immobile ristrutturato con facciata continua in vetro e l’aumento della superficie. In tutto 8.699,33 metri quadrati per la bellezza di  27 miliardi e mezzo delle vecchie lire.

La Provincia optò per la terza soluzione con l’accorpamento di altri 13 appartamenti compresi nell’immobile di proprietà della SO.A.ME Spa, la società proprietaria del Riviera precedentemente alla Russottfinance. Questa scelta comportò la rideterminazione del prezzo di vendita dell’edificio a 30 miliardi 886 milioni di lire per  una superficie complessiva di  10.652 metri quadrati. Alla fine l’accordo fu raggiunto per 29 miliardi 800 milioni nel novembre del 1989, quando  il Consiglio Provinciale conferì all’allora presidente Pippo Naro l’autorizzazione a procedere con l’acquisto.

Il  4 dicembre del ‘91fu quindi stipulato il preliminare di compravendita dell’ex albergo tra la Russottfinance Spa e la Provincia Regionale di Messina  per 29 miliardi di lire, cifra stabilita previo parere della Commissione Provinciale di Controllo.

La modalità di pagamento prevedevano che  Palazzo dei Leoni versasse alla società del gruppo Russotti una prima rata di 11 miliardi di lire più Iva alla registrazione della promessa di vendita e le altre due (da 11 e da 6 miliardi più Iva) da versarsi su un apposito libretto bancario intestato alla Russottfinance Spa con interessi decorrenti in favore della medesima, ma trattenuti dalla Provincia fino alla consegna dei locali liberi e sgombri da persone e cose. La terza rata sarebbe stata spalmata nei bilanci 1992,1993 e 1994.

Quest’accordo prevedeva che la Provincia sarebbe entrata in possesso dell’immobile già alla stipula del preliminare, mentre la consegna sarebbe stata effettuata a ristrutturazione avvenuta. Previsti per l’esecuzione dei lavori 14 mesi a partire dal trentesimo giorno seguente alla  stipula dell’atto pubblico, mentre per la parte relativa ai locali occupati dal ristorante “Il Galeone”, il cantiere avrebbe dovuto chiudersi entro i 2 anni successivi.

La Provincia Regionale pagò regolarmente le prime due rate e fece poi sapere alla Russottfinance di essere pronta alla stipula dell’atto definitivo. Arriviamo così al dicembre del 1992, quando fra le due parti iniziarono i malintesi. Palazzo dei Leoni  invitò  la società alla  stesura finale del’atto notarile senza stabilire alcuna data e sollecitando nel

frattempo l’inizio dei lavori di ristrutturazione. Dal Gruppo Russotti risposero che i cantieri sarebbero stati aperti solo dopo la stipula.

Anche la questione degli interessi fu oggetto di controversia. Per la Provincia Regionale quelli sulla seconda rata avrebbero dovuto essere percepiti dal venditore a partire dall’ottobre 1993, quando anche i locali del ristorante Il Galeone sarebbero passati di mano. Al contrario, la Russottfinance contestava tale data, sostenendo che l’immobile era stato utilizzato da Palazzo dei Leoni per dare ospitalità alle famiglie rimaste senza casa dopo l’incendio dell’isolato 493 su richiesta del Comune di Messina.

Entro la fine di gennaio del ’93  la vicenda avrebbe dovuto concludersi con le firme in calce al  contratto, a condizione che la società rinunziasse agli interessi maturati sulla somma depositata in garanzia. Nel frattempo, il 25   gennaio dello stesso anno, erano anche partiti i lavori di ristrutturazione. Nella giornata fissata per la stipula definitiva dell’atto di vendita, però, nessun funzionario della Provincia si presentò alla firma.

Nel frattempo, la Procura della Repubblica di Messina si interessò alla questione. L’inchiesta condusse in un primo momento all’arresto dell’allora presidente della Provincia Naro e dell’imprenditore Sebastiano Russotti. Successivamente i due furono assolti per ”l’insussistenza dei fatti”  loro attribuiti.

Il Comune di Messina da parte sua, revocò la concessione edilizia relativa alla ristrutturazione ed all’ampliamento dell’ex Hotel Riviera rilasciata nel maggio 1992, rendendo quindi l’acquisto inutile e privo di convenienza, dal momento che l’ente di corso Cavour non avrebbe potuto utilizzarlo per accogliervi i propri uffici.

Partì allora un lungo contenzioso giudiziario fra la Provincia e la società di Sebastiano Russotti. Da parte degli avvocati incaricati da Palazzo dei Leoni ci furono diverse richieste di sequestro dei beni della Russottfinance, a titolo di garanzia per le somme già impegnate in caso di risoluzione del preliminare di vendita per colpa di quest’ultima.

La rescissione di quest’accordo arrivò nell’agosto del ’94 ma la vicenda era tutt’altro che conclusa. Diversi importanti studi legali si susseguirono nella gestione della causa fra la Provincia e i Russotti. Cifre nell’ordine delle decine di milioni delle vecchie lire furono impegnate nelle spese legali. Si arrivò al punto che un’amministrazione provinciale, quella di Peppino Buzzanca, si costituì parte civile contro il predecessore Naro per vigilare sul sequestro penale ed ottenere la restituzione delle somme già versate alla Russottfinance dopo la stipula del contratto preliminare di compravendita dell’ex Hotel Riviera ed al risarcimento dei danni conseguenti.

Nel frattempo l’immobiliare non era rimasta con le mani in  mano e si era rivolta al Tribunale di Messina per ottenere il rispetto degli impegni presi dalla Provincia nel preliminare del ’91. Così passano gli anni, fra spese legali e per i lavori di somma urgenza resi più volte necessari dallo stato sempre peggiore dell’ex albergo.

Il colpo di grazia per Palazzo dei Leoni arriva il 9 maggio 2003, quando il Tribunale di Messina Sezione Civile condannò  la Provincia Regionale di Messina al pagamento in favore della Russottfinance Spa di 7.709.866,90 euro comprensivi degli interessi legali e  della rivalutazione monetaria per 2 milioni di euro e delle spese del giudizio, valutate in un milione 400 mila euro.

Da allora l’ex Hotel Riviera fa parte del patrimonio immobiliare della Provincia e continua a divorare le scarse risorse dell’ente, mentre gli amministratori fanno a gara a inventarsi proposte per il suo utilizzo. Fra le ultime quella del consigliere Roberto Cerreti, che ne vorrebbe fare un ostello per la gioventù messinese. Ma nel tempo si è parlato anche di trasferirvi l’ex Provveditorato agli studi o la Società Stretto di Messina. Intanto la fatiscenza dei locali e l’accumulo di spese inutili scoraggiano anche l’acquirente più temerario.