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Happy Milf

Simona Piraino

Over quaranta, di estrazione piccolo-borghese, priva di collocazione professionale, sposatasi presto con il fidanzato di sempre, lunghi capelli biondo Barbie o nero uniposca, mamma di prole dai nomi impegnativi (usualmente adolescente o preadolescente).

E’ la milf, ovvero la Mother I’d Like to Fuck (traduzione: mamma con cui mi piacerebbe intrattenermi in dissertazioni sulla “Critica alla ragion pura” di Kant) delizioso acronimo che sta a indicare appunto, tutte quelle signore che, a un passo dall’entrare nel girone delle tardone, risultano ancora sdraiabili.

La signora che accompagna il figlio all’allenamento di calcetto con un plateau di sette centimetri, per intenderci. La mammina che, al supermercato, si china a prendere una confezione di pelati, esibendo l’elastico fin troppo stretto delle mutande (di dubbia e psichedelica cromia).

La Milf è il sogno erotico di tutti compagni di scuola di Kevin (l’avevo scritto che i figli c’hanno nomi impegnativi): consapevole del turbinio di testosterone che provoca negli imberbi giovanotti, non evita di passeggiare per casa strizzata in leggins coordinati alla vernice delle unghie.

Badate bene, la fenomenologia comportamentale della Milf non implica necessariamente un libertinaggio di costumi della stessa, bensì un esibizionismo edonista che si gratifica nell’ammirazione (e nelle turgide tumescenze dei pischelletti).

La Milf indossa abiti taglia 40 (e reggiseni push-up per i quali ci vorrebbe il porto d’armi) e

poco importa che le due gravidanze e la pasta al forno domenicale sembrino negare la rispondenza delle misure: lei è e sarà sempre una taglia 40.

Se la suddetta è mamma di SophiaNancy (per il nome delle figlie femmine, la Milf tende a essere maggiormente originale, coniugando ricercatezza e tradizione), c’è il rischio di un’ambivalenza relazionale nel rapporto madre-figlia e dallo stato di emulazione materna, la tenera e ambiziosa innocenza di Sophia potrebbe tramutarsi in acerrima competitività con la genitrice (chi ha più piercing, chi riceve più like alle foto, e così via) fino a sfociare in episodi degni di American Horror Story.

La Milf non è cattiva: è una grottesca caricatura della donna che è stata. Un’insoddisfatta anaffettiva che tenta di colmare la propria frustrazione, stoppando l’orologio biologico a colpi di botox e bikini animalier.

Da quanto scritto fino a qui, se ne deduce lapalissianamente (e ne converrà chi mi conosce) che io non appartengo a codesta categoria. Sono prossima ai quaranta e nel mio stato di famiglia non figuro sola ma no, non sono una signora capace di turbare l’innocenza prepuberale di nessuno. Se poi c’è qualche pervertito che si eccita guardando le puntate di “Una mamma per amica”, non sono problemi miei.

PS Ho scritto questo post pensando, in particolare, all’amico giornalista che mi attribuì un grado di milfitudine superiore a quello della Polidori (all’epoca lo pensai un complimento: per me, cresciuta a Lady Hawke e Il ritorno dello Jedi, Milf era un aggettivo qualificativo di qualcosa di gotico e leggendario).