Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Guelfi e Ghibellini in salsa messinese

Usciti dal loro ultracentenario torpore e messi temporaneamente da parte calcio, birra e focaccia, i messinesi riscoprono la faziosità. I social network sono pieni di duelli verbali che sempre più spesso degenerano in risse tra portinaie, dove la dialettica è messa da parte e gli insulti la fanno da padrone.

A parlarne, più una riflessione che una nota politica e mettendo da parte i conflitti tra impero e papato, Alessandro Tinaglia del movimento reset!

“In questi giorni di grande caos i messinesi si dividono ancora tra Guelfi e Ghibellini -scrive Tinaglia. Ci sono i Guelfi come Fabio Mazzeo che ironizzano sulla Tares proponendo il trasporto dei rifiuti con l’irrealizzabile flotta comunale proposta dal sottoscritto (reset!) e dal sindaco insieme al Movimento 5 Stelle a dicembre 2012.

Ai Guelfi, soprattutto quelli che vivono lontani da Messina, basta ridere della propria città. Che nessuno si azzardi a fare proposte o a trovare soluzioni. Che nessuno approfondisca la questione, per carità. Ci sono poi i Ghibellini, quelli che hanno bisogno di trovare un colpevole. Renato, Alessandro, Peppino, Felice, Franz, Antonio. Poco importa. La cosa importante è che si trovi qualcuno a cui dare la colpa.

Oggi la Tares, ieri i profughi, domani il traffico. Per fortuna però a Messina ci sono anche persone più attente, persone che hanno a cuore sul serio questa città e che hanno compreso che la protesta ed il sarcasmo non cambiano nulla. Hanno capito, questi “stolti”, che per cambiare le cose servono soluzioni serie e fattibili.

Serve la comprensione delle questioni. Serve collegare i fatti puntuali a un quadro generale che nel caso della Tares si chiama dissesto. Serve evitare di dare del demagogo a qualcuno esercitando demagogia e un irritante sarcasmo. Serve la presa di coscienza da parte dei Guelfi e dei Ghibellini che questi atteggiamenti sarcastici o inquisitori hanno contributo in modo importantissimo a ridurre questo luogo in ciò che è oggi.

Serve memoria, serve amore per questo posto. Lo so è utopia, ma serve unità di intenti. Serve consapevolezza del fatto che in questa città, indipendentemente da chi la amministra, noi (e non certo chi Messina la vive da lontano o dal web) abbiamo scelto di restare e abbiamo l’obbligo di provare a cambiarla.

La nostalgia del meno peggio credo sia il prossimo passo verso cui la città rischia l’ultima deriva. Rimbocchiamoci le maniche, mi rivolgo anche ai Guelfi ed ai Ghibellini, perché solo chi ha voglia di lavorare per costruire dimostra amore per la città e buonafede. Degli altri, dei sapientoni e dei tuttologi, io posso e voglio fare a meno.

Semplicemente non servono. Servono quelli come Salvatore Vernaci, Pippo Pracanica, Giovanni Frazzica che dedicano la loro vita con gli amici di CittadinanzAttiva dando giornalmente contributi costruttivi, soluzioni. Che i giovani, di età e d’animo prendano esempio. Sono questi i messinesi di cui abbiamo bisogno. A loro il mio personale grazie e l’impegno che anche se dovessimo restare in minoranza costruiremo una città altra. È una promessa.