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Grillo, la mafia e la storia

Ce la farà? La domanda rimbalzava da un capannello di gente all’altro, tra i cronisti presenti – tanti –  i curiosi di passaggio ed i convinti sostenitori del M5Stelle, pronti ad accogliere a braccia aperte il loro leader, il comico prestato alla politica, o all’anti-politica, Beppe Grillo.

Tra ilarità e seria preoccupazione – le condizioni metereologiche, la corrente dello Stretto, l’età – non erano in molti a credere che Grillo avrebbe toccato terra. I bookmakers davano ad 1,13 l’impresa. In un’ora, 17 minuti e 28 secondi, Beppe invece è riuscito ad attraversato lo Stretto di Messina in una mattina di pioggia e caldo opprimente.

Partito da Cannitello, in Calabria, con discreto ritardo sulla tabella di marcia, aveva commentato: “su internet sembrava più piccolo”, quasi a lasciar trapelare un filo di preoccupazione.

Ad attenderlo, sulla sponda messinese, oltre ai suoi sostenitori, anche il candidato alla presidenza della Regione espresso da M5S, Giancarlo Cancellieri. A lui abbiamo chiesto un commento a caldo sull’evento che, come Grillo da uomo di spettacolo ben sa, nasce in primis come sapiente operazione di comunicazione, ad impatto mediatico garantito. “Il significato che noi diamo al gesto di Beppe -spiega Cancellieri- visto che lui non si è espresso a riguardo, è che il ponte non serve alla Sicilia, mentre occorrono invece infrastrutture che funzionano. Bisogna vivere di turismo e migliorare la rete ferroviaria. E poi, da buon genovese, pensiamo che sia venuto a nuoto perché il

prezzo del biglietto del traghetto costa troppo”.

Nuotando a delfino negli ultimi metri, una bracciata dopo l’altra, sotto l’occhio vigile di Polizia e Guardia Costiera e dei mezzi in appoggio che l’hanno guidato e seguito per tutta la traversata a nuoto, Grillo è “sbarcato” a Messina tra gli applausi. Assediato dai giornalisti, i suoi primi commenti sono stati per la crisi economica che sta mettendo in ginocchio l’Europa: “dobbiamo modificare i trattati. Se il Paese non ferma il debito, il debito fermerà il Paese”.

Tra il serio ed il faceto, mentre si dirigeva verso il camper dove si è cambiato e rifocillato, Grillo ha definito la sua impresa come “il terzo sbarco in sicilia negli ultimi 150 anni”. Dopo i Savoia, dopo la mafia arrivata con gli Americani, è arrivato lui. “La differenza è che loro non sono venuti a nuoto”. Ennesima boutade del comico genovese, noto più per lo stile diretto e poco prosaico dei suoi interventi, che per la raffinatezza del suo pensiero politico. E adesso, aggiungiamo noi, anche per la scarsa dimestichezza con la storia della Sicilia. Che di invasioni ne ha subite ben più di tre e che con la mafia, almeno per come la conosciamo adesso, fa i conti da centinaia di anni.

A galvanizzare un pubblico già abbastanza eccitato, l’atteggiamento di Grillo, che si è lasciato abbracciare dai suoi sostenitori, pur sottraendosi alle domande incalzanti dei cronisti, rimandando a stasera alle 19.30, quando un piccolo corteo partirà da piazza Cairoli per dirigersi a piazza Duomo, dove alle 20 dovrebbe iniziare il suo comizio, il consueto show di critica, satira e denuncia.