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Grande distribuzione, tagli alle autorizzazioni

L'assessore all'Industria Marco Venturi

Una riduzione della superficie ‘virtualmente autorizzabile’ per i nuovi insediamenti della Grande distribuzione organizzata (Gdo) sul territorio della Regione Siciliana. Lo prevede il decreto dell’assessore regionale alle Attività Produttive Marco Venturi, discusso in seno all’Osservatorio regionale per il Commercio. Il provvedimento –
approvato dall’organismo presieduto dall’assessore regionale alle Attività Produttive – è stato approvato all’unanimità da Confcommercio, Confesercenti, Cidec, Cisl e Associazione Dirigenti d’Azienda.

“In considerazione della situazione economica contingente  – spiega Venturi – che da circa due anni ha determinato un calo nei consumi dei paesi economicamente sviluppati, mettendo a rischio la sopravvivenza delle imprese e la salvaguardia dei livelli occupazionali e vista la centralità delle micro, piccole e medie imprese per l’economia siciliana, questo provvedimento mira a ridurre il proliferare di nuovi insediamenti della Grande distribuzione organizzata in Sicilia”.

Il decreto assessoriale – nelle more della necessaria rivisitazione della normativa vigente sul Commercio (legge regionale 28/1999) – adegua le disposizioni previste da un precedente analogo provvedimento del 2006 con il quale venivano fissati limiti e condizioni per il rilascio delle autorizzazioni. “I nuovi parametri – spiega Venturi – di fatto rendono molto più ardua la concessione di nuove autorizzazioni

per la Grande distribuzione organizzata. Secondo i dati in possesso del ‘servizio Commercio’ dell’assessorato regionale alle Attività Produttive, dal 2000 ad oggi è stata autorizzata una superficie di vendita complessiva pari a 1 milioni 164 mila metri quadrati di cui circa 226 mila per il settore alimentare (la restante parte,
circa 930 mila metri quadrati per il settore non alimentare).

Dal 2000 ad oggi in Sicilia sono sbarcate le piu’grandi aziende della Grande distribuzione organizzata – Auchan, Ipercoop, Ikea, Leroy Marlin, Decathlon, Unieuro, Mediaworld, Carrefour, Iperspar, Pam – con una prevalente concentrazione nella Sicilia Orientale.

“Per la micro, piccola e media impresa si pone il problema di far fronte alla concorrenza fortissima dei grandi centri commerciali – prosegue Venturi – di cui è impossibile ed ingiusto bloccare lo sviluppo ma per cui è doveroso porre una
regolamentazione piu’ rigida che tenga conto anche dei parametri urbanistici e non solo commerciali. D’altronde la Regione crede moltissimo nella rivalutazione dei centri storici anche attraverso la valorizzazione dei Centri commerciali naturali. Questi ultimi sono poco meno di 140 in tutta la Sicilia – conclude Venturi – e tra qualche settimana emetteremo un bando da circa 20 milioni a loro dedicato”.

Il decreto entrerà in vigore dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana e non sarà applicato alle istanze dei Comuni per le quali è già stata fissata la conferenza di servizi.