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Grace di Monaco

Grace di Monaco 

Paese: Francia/Belgio/Usa/Italia

Genere: Storico/Drammatico

Durata: 103 minuti

Regia: Olivier Dahan 

Si attendeva da tempo questa pellicola, affidata a Olivier Dahan che ha già dato prova di saper gestire il genere; La vie en rose è ancora fresco nel ricordo di tutti ed ha fruttato l’oscar a Marion Cotillard. Grace di Monaco narra la vita di Grace Kelly, una delle più belle attrici della storia del cinema e si va a collocare nel sempre più ampio e sfruttato sottogenere dei film biografici.

Ormai divenuta principessa di Monaco da un anno, dopo il celebre matrimonio del secolo con il principe Ranieri, Grace Kelly si trova alle prese con problemi mondani e personali: la felicità per la sua nuova vita fa a pugni con il suo ardente desiderio di tornare davanti alla macchina da presa e le continue proposte che le arrivano dal re del brivido Alfred Hitchcock non contribuiscono certo a migliorare la situazione.

Da un lato la sua vecchia vita la reclama, dall’altro il suo nuovo ruolo di prncipessa regnante e madre dei suoi figli non può essere messo da parte. Come se non bastasse, la Francia sembra intenzionata ad annettere il principato più piccolo del

mondo, se necessario anche con la forza…

Il film è girato ispirandosi all’idea che la Kelly abbia alfine scelto la famiglia anziché la gloria, ma al prezzo della propria felicità personale. E’ fin troppo verosimile se si pensa a come un’attrice sulla cresta dell’onda come lei, avvezza ad essere al centro dell’attenzione, si ritrovi a dover interpretare il ruolo, è proprio il caso di dirlo, della moglie del principe Ranieri.

Il film tratta un periodo molto breve della sua vita ma estremamente denso. E’ una Grace Kelly riflessiva e quasi introversa quella che ci viene mostrata, spesso intenta in riflessioni sulla vita e sui sentimenti che possono sembrare un po’ affettate e melense. Tuttavia nel complesso viene reso come sempre omaggio alla figura storica in questione, anche se con il senno di poi è facile capire come mai la famiglia Ranieri abbia preso le distanze dalla pellicola definendola, con aristocratico buon gusto, troppo romanzata.

Al di là del risultato finale, bisogna riconoscere comunque la straordinaria prova di Nicole Kidman, a dispetto dei pareri dei fan della Kelly, forse una delle migliori della sua carriera. A tratti, chi scrive ha avuto l’impressione che davvero quella sullo schermo fosse Grace di Monaco. Consigliato ai fan di Grace Kelly non accecati dal suo mito.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.