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Gli studenti: “Stanchi della rivoluzione annunciata di Crocetta”

Revisionare la legge regionale per il diritto allo studio, più fondi per l’edilizia scolastica, stop ai tagli alla spesa per l’istruzione e lotta alla mafia.

Queste le principali richieste degli studenti messinesi che hanno sfilato ieri pomeriggio per le strade della città. Ad organizzare l’iniziativa il Movimento Studentesco Aut che, nato da pochi mesi, aveva recentemente richiesto l’intervento del prefetto Stefano Trotta per dotare l’istituto Caio Duilio di sedie, proponendo di spostarne alcune dalla Provincia Regionale all’istituto di via La Farina.

Ma i ragazzi delle scuole guidati dal Movimento sono già a lavoro per la riscrittura della legge regionale per il diritto allo studio, con l’aiuto del supervisore giuridico Antonio Ingroia, intervenuto alla manifestazione di Messina.

“Non possiamo che appoggiare un’iniziativa così lodevole della proposta di una nuova legge per il diritto allo studio- ha detto l’ex pm e fondatore di Azione Civile. Mi associo al movimento studentesco perché sono proprio i giovani ad essere l’unica speranza contro l’illegalità. La politica è vecchia, nelle persone e nelle pratiche. Questa è davvero una delle ultime occasioni di ascoltare le istanze giuste e sacrosante dei giovani”

A fianco degli studenti, presente anche l’associazione Peppino Impastato. “L’associazione c’è perché deve esserci- ha dichiarato il presidente Sonny Foschino. L’antimafia non è una passerella, ma si realizza nelle scuole. Gli studenti, con la scrittura di una nuova bozza di legge stanno dando uno straordinario esempio di idee, bellezza e concretezza”.

Grande assente della serata, l’uomo a cui tutti gli studenti rivolgono le proprie richieste, in cui molti hanno riposto aspettative, troppo spesso deluse. Il presidente della Regione, pur avendo accolto l’invito, non si è presentato al confronto.

“Siamo pieni di perché da rivolgere a Crocetta -tuona Giovanni Santoro, rappresentante di istituto dello Jaci. Dovrebbe presentarsi e dare risposte concrete”. Dello stesso tono un altro rappresentante dell’istituto commerciale. “Abbiamo chiesto un incontro al presidente Crocetta dal quale ci sentiamo veramente abbandonati. E’ il momento della politica dei fatti e scrivere una nuova legge per il diritto allo studio è necessario, viste le carenze di quella esistente”.

Raccogliendo poche voci tra le centinaia di studenti che sfilano in piazza, ognuno ha un motivo diverso da aggiungere allo scontento dei giovani.

Chi vuole la rimessa in sicurezza della scuola, chi urla la propria rabbia contro il presidente assente, chi ricorda la legalità e la giustizia contro la mafia. Tutte le voci sono però unite da un comune denominatore: la ferma volontà di un accesso libero e gratuito alla cultura, quale diritto di tutti.

Come ricorda Gianluca Manca, referente provinciale di Azione Civile e fratello di Attilio Manca, l’urologo ucciso dalla mafia. “Se la cultura costa, costa ancora di più non averla. Azione Civile è accanto agli studenti, che rivendicano il diritto all’istruzione e alla cultura. Queste richieste sono connesse alla lotta alla mafia che, non dimentichiamolo, ha contribuito alla gestione della cultura”.

Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.