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Gli stipendi dei magnifici 13 della Provincia, tra caos e vuoti

Gestisce meno denaro e quindi, inevitabilmente, conta di meno. I due palazzi sono adiacenti, ma per ora nell’occhio del ciclone c’è solo il Comune con i suoi debiti quantificati solo in parte.

Eppure, a cercare bene, qualcosa si trova sempre. Per esempio, gli stipendi dei dirigenti della Provincia. Che nulla hanno da invidiare a quelli dei dirimpettai. Almeno apparentemente. Iniziamo? Iniziamo.

Le retribuzioni sono suddivise esattamente come quelle di Palazzo Zanca: stipendio tabellare, posizione parte fissa, posizione parte variabile, retribuzione di risultato, altro e totale lordo. Ma questa è l’unica cosa che le due amministrazioni hanno in comune.

Perché per il resto, a differenza di quanto succede nel sito del Comune, la confusione regna sovrana. A leggere i dati dei dirigenti della Provincia, si ha quasi l’impressione che a metterci le mani siano state più persone, ognuna con un criterio diverso e neanche particolarmente ferrata in materia.

Fare somme esatte, nella maggior parte dei casi è impossibile. Ci abbiamo provato per verificare i numeri e abbiamo gettato la spugna al terzo dirigente. Mancano dati e ciascuno scrive quello che vuole. E può capitare persino che dirigenti assunti nello stesso giorno (Alibrandi, Celi, Gitto, Schifilliti e Sidoti) abbiamo dati incompatibili tra loro.

L’unica strada percorribile è quella di trascrivere qui i numeri per come sono stati pubblicati, sperando che in futuro qualcuno a Palazzo dei Leoni applichi davvero i principi di trasparenza e metta un po’ di ordine in questo pasticcio.

La prima stranezza riguarda Agostino Amato, in testa alla lista. Tutte le voci sono vuote eccetto altro: il nostro guadagna 68.226,00 euro l’anno. O almeno, così è scritto.

Ma andiamo avanti.

Francesco Alibrandi mette insieme 40.131,00 euro (stipendio tabellare), 34.820,00 (posizione parte variabile), 5.223,00 (retribuzione di risultato), 1.719,00, per un totale di 74.468,04.

Antonino Calabrò incassa ogni anno 91.128,44 euro. Inspiegabilmente, la stessa cifra è riportata per lo stipendio tabellare,  cui poi si aggiungono 43.625,53 euro (posizione parte fissa) e 47.502,91 (posizione parte variabile).

Armando Cappadonia dichiara 43.310,80 euro di retribuzione come dirigente, 35.541,12 come retribuzione di posizione variabile, 9.555,79 come indennità di risultato, alla voce varie ci sono 5.402,05 euro ed il totale lordo è 93.809,76 euro.

Antonino Carbonaro è Capo di Gabinetto e Comandante della Polizia Provinciale. Anche lui, come l’ex collega del Comune Antonio Ruggeri, è un caso di funzionario di ottavo livello trasformato in dirigente. Carbonaro guadagna 40.129,96 (stipendio tabellare), 34.552,18 euro (posizione parte variabile), nessuna indennità di risultato (forse perché è un funzionario e non un dirigente), 1,608,65 (altro) per un totale di 76.290,79 euro.

Vincenzo Carditello ha incassato 40.129,96 euro di stipendio tabellare, 4.925,57 di posizione parte fissa, 921,60 di posizione parte variabile, 38.840,14 di indennità di risultato, 7.178,45 indicati come altro, per un totale di 91.995,72 euro.

Giuseppe Celi prende 40.129,96 euro (stipendio tabellare), 38.840,14 (posizione parte variabile), 9.305,15 (altro) per un totale di 88.275,25 euro.

Ricevuto quando sosteneva che con 15 assessori avrebbe fatto risparmiare 200 mila euro l'anno

Vincenzo Gitto ha dichiarato 40.129,96 euro (stipendio gabellare), 34.552,31 (posizione parte fissa), 8.983,56 (posizione parte variabile) ed un totale di 83.665,83 euro.

Carolina Musumeci  prende 43.625,53 di stipendio tabellare, 41.355,08 di posizione parte fissa, 34.562,27 (posizione parte variabile), 1.164,00 (altro FIR) per un totale di 86.144,61 euro.

Silvana Schachter va veloce. Riempie solo la voce altro (74.604,99) e ripete la stessa cifra nel totale.

Gabriele Schifilliti fa di meglio e non pubblica nulla.

Benedetto Sitoti Pinto dichiara 43.310,80 euro di stipendio tabellare, 779,22 (salario di anzianità), 84,76 (maturato economico), 314,73 (vacanza contrattuale), 43.466,82 (incentivi progettazione) 39.485,03 (indennità di posizione) per un totale di 128.697,04 euro.

Anna Maria Tripodo vice segretario generale  guadagna 43.625,53 di stipendio tabellare, 46.702,92 (retribuzione di posizione), 1.184,00 (altro FIR) per un totale di 90.492,46 euro.

E adesso andiamo alle cantonate più macroscopiche, partendo proprio dalla Tripodo. Chi ha inserito i suoi dati, ha infatti dimenticato che solo  per i diritti di rogito le spetta un terzo dello stipendio tabellare. Fati due conti, poco meno di 15 mila euro.

Altra nota stonata l’indennità di posizione, che equivale al 15 % della retribuzione. Non tutti la dichiarano, ma nel 2011 i 13 dirigenti di Palazzo dei Leoni si sono suddivisi 498 mila euro solo per questa voce. Altra dimenticanza sono 1.184 euro di FIR, che spetta a tutti ma che non tutti hanno inserito.

In alcuni casi la stessa somma è inserita in due voci diverse e salta agli occhi chi ha riempito solo la casella del totale.

Pippo Rao, capogruppo PD alla Provincia

E questo, in un momento in cui la Provincia corre davvero il rischio di sforare il Patto di Stabilità. Negli altri anni ce l’ha fatta per un pelo, ma già l’estate scorsa il Ragioniere Generale Nino Calabrò ha inviato una lettera ai dirigenti dicendo che tutte le spese che non fossero “indifferibili ed urgenti” erano bloccate. “I 2 milioni e 800 mila euro in meno di trasferimenti statali incideranno notevolmente sulle casse di Palazzo dei Leoni -avverte Pippo Rao, capogruppo del PD in Consiglio. La mancanza di questa somma farà saltare i paletti e non è escluso che quest’anno si sfori il Patto di Stabilità. Certo, la situazione non è quella del Comune, ma questo non significa che si sia tranquilli. L’amministrazione Ricevuto spera in un trasferimento di 20 milioni che sostiene le debba arrivare dallo Stato. Ma pensare che in un momento come questo il governo centrale destini una somma del genere ad un solo ente locale è pura follia. La verità è che in cassa ci sono solo 22 milioni e che 12 e mezzo serviranno per gli stipendi di novembre e dicembre e per le tredicesime. Dopo di che, gli stipendi di gennaio e febbraio rischiano seriamente di saltare. Dall’amministrazione Ricevuto continuiamo ad aspettare risultati concreti. Invece, continuiamo a vedere solo il fumo che abbiamo visto in questi quattro anni  e mezzo”.

Intanto, anche stamane il Consiglio provinciale si riunirà. Argomento del giorno, neanche a dirlo, il Bilancio.