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Gli avvocati dell’Aiga ed il caso Sallusti

Le recenti vicende di cronaca relative al “caso Sallusti” hanno riportato l’attenzione dell’opinione pubblica sul più ampio problema della libertà di stampa e della riforma da più parti invocata del codice penale rispetto al reato di diffamazione a mezzo stampa.

Non sono rimasti indifferenti alla questione i giovani avvocati messinesi, che hanno organizzato un incontro a Palazzo Piacentini per confrontarsi sul tema: “Caso Sallusti – diffamazione a mezzo stampa. Profili di responsabilità e prospettive di riforme”, all’interno del ciclo di appuntamenti previsto nell’ambito della Formazione Permanente Obbligatoria.

A relazionare sulla materia, il giornalista Fabio Mazzeo e l’avvocato penalista Nunzio Rosso.

Fabio Mazzeo ha brevemente ricostruito

la vicenda: Sallusti, allora direttore responsabile della testata giornalistica “Libero”, è stato condannato per aver diffamato su “Libero” un giudice tutelare di Torino, Giuseppe Cocilovo, in un articolo del 2007 scritto da un altro giornalista sotto pseudonimo.

A Sallusti si addebita l’omesso controllo in veste di direttore responsabile rispetto ai contenuti dell’articolo. Per questo reato il giornalista Alessandro Sallusti meritava di scontare, secondo il giudizio della Corte di Appello di Milano, una condanna ad 1 anno e 2 mesi senza condizionale.

Dopo l’esposizione del fatto, Nunzio Rosso ha avuto il compito di entrare nel merito dal punto di vista giuridico rispetto all’opportunità ed all’applicazione della norma giuridica. Grande l’affluenza di pubblico e la soddisfazione dei membri dell’Associazione Giovani Avvocati, rappresentata dal presidente Alberto Vermiglio, da Giuseppe Irrera e da Antonino De Francesco per la partecipazione dimostrata dai presenti.