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Gli attivisti di Greenpeace all’attacco di una trivella ENI

Greepeace contro le trivellazioni in Sicilia (Foto Francesco Alesi per Greenpeace)
Greepeace contro le trivellazioni in Sicilia (Foto Francesco Alesi per Greenpeace)

Contro le trivelle e le attività selvagge di ricerca ed estrazione in Sicilia.

Clamorosa manifestazione questa mattina degli attivisti di Greenpeace presso la piattaforma di estrazione Prezioso di Eni Mediterranea Idrocarburi nel Canale di Sicilia, al largo della costa di Licata, in provincia di Agrigento.

Con l’appoggio della nave Rainbow Warrior, a bordo di gommoni una decina di persone ha scalato la piattaforma e fatto sventolare uno striscione di 120 metri quadri.

Vi è raffigurato il presidente del Consiglio Matteo Renzi che promette “Più trivelle per tutti”, accompagnato dalla richiesta di Greenpeace “Stop fossil, go renewable”.

Altri attivisti, sulla zattera, hanno sbandierato vari messaggi con i quali chiedono di abbandonare le fonti fossili, fermare le trivelle e scegliere le energie rinnovabili. Secondo Greenpeace, il decreto Sblocca Italia “promuove una deregulation selvaggia delle attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi a mare e rischia di tradursi in un vero e proprio Sblocca trivelle”.

“L’Italia dovrebbe essere impegnata, avendo la presidenza di turno del Consiglio UE, a guidare l’Unione verso obiettivi più ambiziosi di difesa del clima, puntando con decisione su fonti rinnovabili”, dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima dell’associazione,  riferendo che vicino all’attuale piattaforma l’Eni vorrebbe realizzarne una nuova, con pozzi che sarebbero a sole 11-12 miglia nautiche dalla costa. Questo progetto, denominato Offshore Ibleo, avrebbe già ottenuto una valutazione d’impatto ambientale positiva.