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Gli abitanti delle case Iacp di Bisconte ostaggio dei furbetti

L'evidente degrado delle palazzine Iacp di Bisconte

Gli abitanti delle palazzine Iacp di Bisconte sono ostaggio di pochi guappi di cartone, come li definiscono a Napoli, che però non pagano l’affitto degli appartamenti in cui vivono e le quote del condominio, mentre i vertici dell’Istituto continuano ad ignorare le numerose richieste di intervento.

A denunciare la vicenda è Nino Carreri, consigliere comunale di Risorgimento Messinese, dopo che due richieste di incontro cadute nel vuoto. Che in una dura nota inviata ai commissari straordinari di Iacp Venerando Lo Conti e del Comune di Messina Luigi Croce, mette nero su bianco tutte le difficoltà che rendono difficile, quando non impossibile, la vita degli abitanti delle palazzine consegnate 7 anni fa.

“Lo scopo dell’incontro, da tenere presso i locali dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Messina -scrive Carreri a lo Conti- era di poter approfondire, alla sua presenza, le diverse problematiche sollevate dai cittadini assegnatari degli alloggi dal lontano 2006.

Doveva essere un momento di confronto senza clamori mediatici e soprattutto di fattiva collaborazione e chiarezza. Chiarezza, che ha sempre distinto la mia azione politica e che deve essere alla base di ogni rapporto tra amministratori e cittadini. Ed è per questo motivo che a nome dei residenti del complesso edilizio le chiedo di intervenire su tutta una serie di questioni che, puntualmente sollevate, non hanno ancora trovato soluzione.

Non si può continuare ad eludere la richiesta di aiuto che arriva dai tanti cittadini che si sentono abbandonati in balia dei “furbetti del quartierino” i quali hanno ridotto ad ostaggio le tante persone per bene che abitano il complesso”.

E qui inizia il lungo elenco di disagi che gli abitanti del complesso devono subire quotidianamente. Dagli ascensori troppo spesso fuori uso, i cui guasti imprigionano in casa gli anziani che non sono in grado di utilizzare le scale e i malati bisognosi di terapie irrinunciabili come la dialisi.

“Quando parlo di furbetti -spiega Carreri- intendo tutti quei residenti che non pagano l’affitto allo IACP e che non corrispondono le quote condominiali, lasciando che siano solo gli onesti a caricarsi i costi della gestione di un condominio difficile ed in balia di continui raid distruttivi.

Da sempre gli atti vandalici perpetrati alle strutture hanno compromesso il funzionamento degli impianti elettrici negli ambienti comuni come i garage e i cortili. L’impianto antincendio non è stato mai attivato e credo che ormai non si possa più mettere in funzione, con grave pericolo per le strutture del primo piano destinate a servizi che nel frattempo sono state assegnate, non si sa bene a quali condizioni”.

Nella lettera a Lo Conti e Croce, il consigliere comunale segnala anche la mancanza di vetri dei lucernai dei garage, che sono a livello dei due cortili interni dove giocano i numerosi bambini che vi giocano, gli intonaci dei balconi che si sbriciolano sulle teste dei residenti e le infiltrazioni delle terrazze, segnalate ma per le quali non c’è ancora stato alcun intervento.

“Chiaramente -conclude Carreri- gli esempi sopra riportati sono solo la punta di un iceberg. Le condizioni di vivibilità e la sicurezza all’interno del condominio, già fortemente critiche, rischiano di precipitare ulteriormente condannando definitivamente i residenti ad un vero e proprio inferno. Solo per evitare questo le ho chiesto e continuo a richiederle aiuto”.

Una richiesta ancora senza risposta.