Giro di boa di “Laudamo in città”: numeri da record pensando alla prossima stagione

Giuseppe Ministeri
Giuseppe Ministeri

I numeri gli hanno dato ragione e anche se il progetto è a metà del percorso si possono già tirare le prime somme. È soddisfatto ed emozionato Giuseppe Ministeri, presidente DAF – Associazione Culturale e responsabile del progetto Laudamo in Città, all’indomani dell’ultima replica di Solitudine, secondo spettacolo del teatrale Nel Paese dei Balocchi ispirato al Pinocchio di Collodi.

“E’ un giro di boa quello in cui siamo. Dopo l’incredibile successo di Istinto di Angelo Campolo (3 settimane di spettacolo, 13 recite, 1302 spettatori, numeri per la Sala Laudamo!) non era facile replicare. Invece anche Solitudine di Annibale Pavone ha richiamato tantissimo pubblico (intorno a 700 le presenze) oltre a grandi apprezzamenti da parte della critica”.

Chi sono i protagonisti di questo altro successo andato in scena alla sala Laudamo? “Sicuramente, e principalmente, i ragazzi. Il gruppo del nostro laboratorio, la vera forza dello spettacolo come dell’intero progetto Laudamo. Annibale Pavone, da attore di grande esperienza, ha poi trovato la chiave giusta, ha saputo tenere unito il gruppo, sviluppando brillantemente quest’altra tappa del viaggio. Due ringraziamenti particolari vanno a Sarah Lanza e Giulia Drogo, instancabili e preziosissime professioniste. Messina oggi può vantarsi di avere non solo importanti personalità nel campo prettamente attoriale, ma anche una eccellente giovane coreografa come Sarah e una brillante e poliedrica scenografa-costumista come Giulia. Anche questo sta accadendo alla Laudamo, dove stanno emergendo e affermandosi giovani professionisti…”

Il Paese dei Balocchi non è il solo progetto che state portando avanti.  “In collaborazione con alcune librerie cittadine, abbiamo sviluppato anche la sezione libri all’interno del nostro più ampio e variegato progetto. Ma non sono state delle vere e proprie presentazioni, nel senso tradizionale. Abbiamo voluto declinarle come degli incontri tra i nostri gruppi laboratoriali e gli autori, una sorta di appendice alla nostra ricca e multiforme offerta formativa. Corrado Fortuna, Toni Laudadio e lo stesso Giovanni Greco hanno incontrato i nostri allievi-attori, con un proficuo scambio di idee e di impressioni sul mondo del teatro, della scrittura e non solo. E mi piace ricordare anche il gruppo che ha partecipato, proprio tra febbraio e marzo, al Focus sul verso tenuto da Giovanni Greco dell’Accademia Silvio D’Amico di Roma, costituito da altri 25 elementi”.

Ultimamente lei è stato convocato dalla Commissione consiliare Cultura del Comune proprio per parlare di Laudamo in Città? “Infatti e sono felice di questo interessamento, perché trovo sia molto importante la vicinanza della politica alle attività culturali, contrariamente a quanto i più potranno pensare. Voglio ringraziare il presidente della Commissione Piero Adamo, i consiglieri intervenuti Libero Gioveni, Daniela Faranda e Lucy Fenech e tutti gli altri per la disponibilità manifestatami, per le parole di apprezzamento e per l’incitamento a proseguire nel percorso intrapreso. Ci si è dati appuntamento più in là nel tempo per approfondire alcune specifiche attività e discutere del futuro”.

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Gli interpreti di “Solitudine” di Annibale Pavone 

I prossimi appuntamenti alla Laudamo? “Cito quelli principali, perché carne al fuoco ce n’è ancora tanta! La terza stanza del Pinocchio, Inganno, per la regia di Paride Acacia, che debutterà il 17 aprile. Un altro punto di vista quello di Paride, diverso certamente rispetto ai precedenti, che sconfinerà nel musicale-rockettaro.

Poi, il Festival delle Scuole, dal 5 al 9 maggio, che vedrà in una sana e giocosa competizione gli istituti scolastici della città e della provincia, valutati da due giurie (una di ragazzi e una di professionisti coordinati da una nota personalità del mondo dello spettacolo). Il Festival sarà un’opportunità per offrire agli studenti la possibilità di un reale orientamento teatrale, mediante collegamenti via Skype con le principali Accademie e Scuole di Teatro nazionali del Piccolo di Milano, di Genova e di Torino e la Silvio D’Amico di Roma, con la quale il rapporto è già avviato.

Poi ancora, tra aprile e maggio, usciremo dalla Laudamo per andare nei quartieri della nostra città, anche i più periferici, per realizzare un vecchio ma mai realizzato sogno, quello di arrivare all’ultimo spettatore raggiungibile e trasmettergli l’amore per il teatro. Ho inviato una lettera a tal proposito ai 6 presidenti di Circoscrizione”.

Se dovesse indicare l’obiettivo principale del vostro progetto alla Laudamo, quale sarebbe? “La creazione di un nuovo pubblico, sicuramente. Ed è evidente come ci stiamo riuscendo. Vede, la cosa straordinaria che sta accadendo alla Laudamo è che tante persone si stanno avvicinando al teatro nel vero senso della parola. Ci vanno per la prima volta, tornano, vivono gli spazi teatrali, si contaminano, vanno a vedere altre cose di prosa o di musica in sala grande al Vittorio Emanuele.

"Istinto" di Angelo Campolo
“Istinto” di Angelo Campolo

Anche di questo ho parlato nel recente dibattito che si è sviluppato su Repubblica sulla presunta ignoranza del pubblico che oggi siede nelle platee. Sostanzialmente sono più in sintonia con quanto pensa Melania Mazzucco, piuttosto che con quanto rileva e sottolinea Tom Stoppard. L’ignoranza del pubblico di oggi può rivelarsi una virtù, può perfino facilitare la comprensione di un testo. Sarà una conoscenza diversa, emotiva. Si tratta, trovandoci in un’era di cambiamenti, di traghettamento, di capire e decidere cosa portarsi, tramandare, salvare”.

State già pensando al progetto sulla Laudamo per la prossima stagione 2015-2016? “È ciò che accade. Funziona così in teatro: fai una cosa e pensi a quella dopo, a come migliorarti possibilmente. Ma è Angelo Campolo che deve mettere a punto il progetto. So che sta già lavorando, tenendo presente tre principali linee strategiche su cui muoversi (formazione, giovani drammaturgie e co-produzioni) e di tutto questo dovrà parlarne e confrontarsi con il direttore artistico della sezione prosa dell’Ente Teatro di Messina Ninni Bruschetta, che sarà l’ultimo a decidere. Io, cerco solo di consigliare prima e di eseguire poi”.


Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.

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