Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Gioveni: con questo Ufficio di Presidenza finisce il centrosinistra

Libero Gioveni

“Mai avrei pensato che già alla prima seduta del Consiglio Comunale si potessero rompere gli equilibri all’interno del centrosinistra, ma dopo l’accordo trasversale fatto sottobanco tra DR, PDL e “Cambiamo Messina dal basso” con l’inqualificabile ausilio di 3 franchi tiratori del PD durante l’elezione dei due vicepresidenti, non si può più dire che esista una maggioranza in Consiglio Comunale”.

Così Libero Gioveni, neo consigliere dell’UDC, destinato dagli accordi della coalizione ad essere eletto vice presidente vicario, che ha mancato la poltrona pe run solo voto.

“Questa è una posizione politica personale che spera diventi anche quella del gruppo -dichiara oggi Gioveni. Ieri non sono entrato a far parte dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio in barba ad un patto di ferro che invece sembrava ci fosse tra i 29 consiglieri della coalizione che aveva sostenuto Felice Calabrò che, di fatto, è stato nuovamente sfiduciato.

Rinunciando al riconteggio dei voti ho voluto evidenziare che il dato politico ormai c’era stato ed era perfettamente inutile accettare una carica non condivisa dall’intera coalizione che ieri, con questa votazione, ha preferito rompere inconfutabilmente degli equilibri interni.

I Democratici Riformisti dell’onorevole Picciolo, intervenuto ieri mattina a braccetto con i colleghi deputati Garofalo e Germanà sicuramente per sancire il nuovo patto bipartisan  fra loro e il PDL (con l’anomalo e certamente inaspettato suggello degli “accorintiani”), hanno premeditatamente voluto far fuori l’UDC che – ricorda Gioveni – è stato il partito più votato alle ultime amministrative.

Con il gesto di ieri, i DR e una minima parte del PD, hanno tradito una buona parte degli elettori che avevano creduto nel progetto di questo centrosinistra. Ringraziando i colleghi dell’UDC per la fiducia e augurando comunque buon lavoro al nuovo Ufficio di Presidenza, sul cui operato però vigilerà scrupolosamente perché con le grandi responsabilità politiche e istituzionali che da adesso in poi esso assumerà per il bene della città, non si può permettere il lusso di concedersi ulteriori passi falsi”.

Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.