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Giovani, carini e molto occupati

Simona Piraino

Chi ha detto che non si trova più lavoro è un gran bugiardo. Stanno proprio nascendo delle nuove professioni che, fossi inoccupata, prenderei seriamente in considerazione.

Ad esempio, anche la monarchica Inghilterra si impegna a sconfiggere la disoccupazione. Nasce una nuova figura professionale: l’allenatore del sesso. Mike Lousada, con una laurea in “Studi avanzati della sessualità umana” è diventato il primo sex therapist con tanto di certificazione statale.

A differenza dei normali sessuologi, l’uomo va ben oltre le sedute di analisi, preferendo le sdraiate (le supine e anche le prone).

Può capitare infatti che, in base alle esigenze dei clienti, il trainer si approcci alle loro zone genitali fino ad arrivare ad avere rapporti sessuali completi.

Il paramedico definisce la propria terapia come sesso-positiva e per ogni seduta guadagna circa centoventi euro l’ora (il servizio completo, s’intende).

Il settore è in pieno boom, scrive l’Independent e, che si tratti di esibizionismo o di necessaria terapia, il coach pelvico sta spopolando anche negli Usa. Uno zelante concetto di welfare state o un escamotage per la legittimazione del meretricio?

Notiziona boom di qualche giorno fa, è l’apertura di una scuola di sesso. Pare che, proprio nella leniniana madre Russia, si sia fatta strada l’idea di corsi atti a insegnare alle volenterose allieve tutte le tecniche dell’ars amatoria.

L’insegnante Catherine Lyubimov è una psicologa, che ha così chiosato la sua idea sull’arte della fellatio: “Penso che il sesso sia l’arte numero uno. Ogni donna a letto può essere l’attrice e la regista delle fantasie più profonde del proprio partner. E se è capace di essere sciolta nelle varie tecniche sessuali, il successo agli occhi del suo uomo è garantito“.

Le lezioni si tengono tre volte a settimana e durano circa un’ora. In particolare, si insegnano le tecniche per primeggiare nell’arte della fellatio. Le allieve (il cui numero ha già superato il centinaio) infatti, possono imparare la pratica esercitandosi con frutta o oggetti falloformi.

Posto che non credo esistano delle nozioni scientifiche per praticare un buon sesso orale, mi domando: ma gli esami? A parte l’“orale”, ci sarà una votazione finale? In base a quali criteri? E poi, che fanno, ti rilasciano un diplomino da incorniciare nel tuo studio? A che voce lo inserisci nel cv? Ma, soprattutto, chi è il capo delle risorse umane che si occupa di selezionare le docenti?

Io ve l’ho detto: ai tempi della flessibilità del lavoro, della mancanza di contratti relazionali a tempo indeterminato (ché quando le storie finiscono mica ci danno il tfr), della precarietà ovunque, fossi in voi, un pensierino ce lo farei.