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Giornate FAI, il prossimo weekend anche la Sicilia apre le porte dei suoi luoghi incantati

SICILIA. Oltre 200 luoghi aperti in più di 150 località d’Italia. Tornano così il prossimo weekend le Giornate FAI (Fondo Ambiente Italiano) questa volta all’aperto. Nel pieno rispetto delle norme anti-COVID il numero di ingressi per visita sarà limitato e perciò si entra solo previa prenotazione e fino a esaurimento posti da riservare entro venerdì prossimo alle 15 sul sito www.giornatefai.it. Il contributo minimo richiesto è da 3 a 5 euro. In Sicilia sarà possibile visitare i Giardini di Villa Genuardi ad Agrigento, in origine villa di campagna del barone Ignazio Genuardi poi acquistata dall’albergatore Enrico Ragusa che la trasformò in albergo di prim’ordine e ne sistemò il terreno attorno dove fece piantare anche esemplari rari. Il parco era meraviglioso e rinomato con più di 3.800 piante. Oggi è sede del corso di laurea in Archeologia dell’Università di Palermo. A Catania, invece, sarà possibile visitare Castello Ursino, voluto da Federico II di Svevia nel XIII secolo e oggi simbolo della città. La struttura del Castello esprime gli aspetti essenziali dell’architettura Federiciana. Tre, inoltre, le località in provincia di Catania aperte anch’esse al pubblico. A Giarre aspetta i visitatori il Parco Radicepura, situato all’ombra dell’Etna dove la terra fertile ha permesso la proliferazione di più di 3.000 specie vegetali per un totale di 7.000 varietà di piante: cinque ettari di parco energicamente autosufficiente dal punto di vista idrico. Ad Acireale il giardino di Villa Pennisi, uno dei pochi giardini antichi che hanno resistito agli assalti della speculazione edilizia, rimasto intatto nella struttura e nelle dimensioni originali. Magnifico, al suo interno, il gazebo in ferro battuto con la sua griglia dall’elegante disegno su cui si arrampica un glicine e il pavimento in acciottolato disposto in fanne geometriche, circondato da agapanthus azzurri, cespugli di rose, gerani Macrantha e colorate Dimorfoteca. A Grammichele aperto poi il Parco Botanico di Azienda Agricola &Co. La tenuta si estende sulle pendici del versante nord-occidentale dei monti Iblei dove, grazie a un microclima particolarmente favorevole, si possono coltivare agrumi e ulivi utilizzando tecniche naturali rispettose della biodiversità. Da qualche anno si è avviato in azienda un processo che ri-guarda nell’insieme tutti i 33 ettari della tenuta e che vede, nell’inedita commistione di agrumeto, uliveto, frutteto, orto-giardino sensoriale, orto e bosco, un unico “parco botanico mediterraneo”. A Nicosia, Enna, riapre invece La Cona del Gagini nella Basilica di Santa Maria Maggiore. Un’imponente, sontuosa e raffinata “macchina scultorea” a quattro ordini, ricca di numerose figure, statue, bassorilievi, cornici, candelabri e altro domina la navata e l’altare principale di Santa Maria Maggiore in Nicosia. È la famosa “Cona” di Antonello Gagini. Sempre nell’Ennese sarà possibile poi visitare il Villaggio Bizantino Canalotto, un insediamento interamente scavato nella roccia che mostra tracce di frequentazione che vanno dalla Tarda Età del Rame fino ai giorni nostri. Messina, dal canto suo, apre Forte Cavalli, una delle 22 batterie del Sistema Difensivo dello Stretto realizzato dallo Stato Maggiore dell’Esercito tra il 1884 e il 1914 con lo scopo di difendere una parte del territorio meridionale da paventati sbarchi francesi, impegnati in quel periodo in una politica espansionistica coloniale verso la Tunisia. Palermo offre poi la passeggiata sul Fiume Oreto, affluente Sant’Elia a Pioppo. La passeggiata nel fiume Sant’Elia interessa un tratto fluviale a carattere torrentizio con salti lungo 900 metri. Il fiume costituiva un tempo la risorsa idrica per l’irrigazione dei terreni limitrofi e il funzionamento del mulino, il lavatoio pubblico e luogo di balneazione grazie alle nache (piscine naturali) dislocate lungo fiume. Sempre nel capoluogo siciliano aperto pure Parco Pier Santi Mattarella-Giardino Inglese. Il giardino, sorto per volontà del luogotenente generale della Sicilia, principe di Satriano, fu realizzato nel 1850-51 da Giovan Battista Filippo Basile con un impianto planimetrico che seguendo la morfologia del terreno si ispirava ad ambienti esotici con angoli evocativi che riproponevano l’antico giardino di delizie dell’emiro arabo Ibn Hawqal, con viali sinuosi, collinette, vallate e ponticelli. Vi è poi Villa Giulia, sorta nel 1778 alla fine della passeggiata a mare o strada Colonna, sul piano di Sant’Erasmo, prese il nome da Giulia Guevara, moglie del viceré Marcantonio Colonna principe di Stigliano. Al centro del giardino una grande area circolare accoglie la fontana del 1780 di Ignazio Marabitti, con il dodecaedro in marmo e i dodici orologi solari. Durante l’Ottocento è stata modificata la flora e sono stati aggiunte statue, il sepolcreto, il belvedere e la montagnola con finte rovine romane. A Melilli, in provincia di Siracusa, crocevia di persone, tradizioni, attività, speranza e fede per le Giornate FAI apre il sentiero noto come Cento Scale, uno dei più autentici custodi del patrimonio culturale immateriale della cittadina iblea. Le Cento Scale facevano da sfondo a contadini e cavatori che le attraversano cadenzando il ritmo dei loro passi allo scambio di racconti, opinioni, aneddoti, per poi raggiungere i primi le vaste pianure che da Melilli giungevano sino al mare di Augusta, i secondi il sottostante ingresso alla cava Pirrera di Sant’Antonio. Sempre nel Siracusano, a Priolo Gargallo, sono aperte invece le Saline di Priolo e la Guglia di Marcello e in programma anche una passeggiata nella riserva dei Fenicotteri. A Trapani apre poi la salina Salinella o Settebocche, nella Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco, uno scrigno di bellezza e biodiversità che ci riporta nell’intimo col tempo della lentezza e dei silenzi, il volo dei fenicotteri, le voci della salina. Tra i beni FAI si segnalano poi ad Agrigento il Giardino della Kolymbethra, nella Valle dei Templi, con il suo “verde mediterraneo” in un tipico “giardino” siciliano di limoni, mandarini e aranci di antiche varietà, e di gelsi, carrubi, fichidindia, mandorli e giganteschi olivi “saraceni”: un prezioso patrimonio genetico della biodiversità agricola tipica del Mediterraneo, che ancora si coltiva secondo le tecniche di tradizione araba, attingendo l’acqua dai condotti ipogei del V secolo a.C. che inquadrano questo giardino tra le rovine dell’antica Akragas e nell’isola di Pantelleria il Giardino Pantesco Donnafugata. Qui la fa da padrone il “verde primigenio”, un arancio secolare della varietà “Portogallo”, l’unico albero di questo giardino che è come l’archetipo stesso del giardino, erede di una tradizione mediterranea millenaria che perdura nell’isola. Un muro a secco di pietra lavica circonda la pianta per proteggerla dal vento, ma soprattutto per fare ombra, per raccogliere e convogliare al suolo pioggia, umidità e rugiada notturna, creando così un microclima particolare che garantisce senza alcuna irrigazione la sopravvivenza dell’albero: un sistema perfetto, talmente ingegnoso ed efficace da sembrare una magia. L’elenco completo dei luoghi visitabili in Sicilia è consultabile su https://www.fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate- fai-di-primavera/i-luoghi-aperti/?regione=SICILIA.

Giornate FAI, il prossimo weekend anche la Sicilia apre le porte dei suoi luoghi incantati
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