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Giornata mondiale dell’Ambiente, bilancio del Comune di Messina sulla tutela della biodiversità

MESSINA.  Anche Messina celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente. Il tema scelto dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) per il 2020 è la biodiversità e le celebrazioni rappresentano una pietra miliare nel percorso di sensibilizzazione sui temi ambientali e quest’anno,nello specifico, su ciò che è la biodiversità e sulla sua importanza per la salute della Terra. E proprio a questo traguardo si è ispirata l’azione della Amministrazione comunale, dell’assessore Dafne Musolino e le azioni portate avanti nella salvaguardia della biodiversità. Un esempio su tutti i Laghi di Ganzirri, con il recente bando per il progetto di salvaguardia della riserva naturale di Capo Peloro che è stato ammesso a finanziamento: 3 milioni e 800 mila euro per risolvere definitivamente il problema dello sversamento delle acque e degli allagamenti in strada (Interventi, localizzati nella ZPS ITA 030042, a tutela e salvaguardia dell’habitat prioritario 1150 “Lagune costiere” e della biodiversità della Riserva Naturale orientata “Laguna di Capo Peloro”). Vi è poi il progetto di riqualificazione della Foresta di Camaro: un’attenta analisi ha consentito di affrontate le problematiche che impedivano lo sblocco di quest’opera con il conseguente rischio della perdita del finanziamento. Inoltre per quanto riguarda la tutela della biodiversità marina  decisive sono state le azioni di contrasto alla pesca illegale nell’area di Capo Peloro e le bonifiche ambientali dell’area ex Samar e SEA Flight. In queste settimane è stata proficua, da parte dell’Università di Messina, l’azione di campionamento e analisi delle acque di tutto il litorale (in coincidenza con il lockdown), da Scaletta a Capo Peloro, che incoraggia nella azione di richiesta per il riconoscimento di Bandiera Blu per tratti del nostro litorale. Le notizie di quotidiani sequestri e interventi della Sezione specialistica della PM anche nelle aree protette (spiagge, boschi, alvei di torrenti) dà ragione e conforto a quanto voluto fortemente dall’Amministrazione comunale e si coniuga con una costante azione di Educazione ambientale e di Sviluppo sostenibile. Tale azione si è svolta per esempio con l’avvio e l’adesione alla SERR2019, interrotta a causa dell’emergenza COVID-19 e per la quale si ringraziano le istituzioni scolastiche e tutti gli studenti per aver aderito con entusiasmo alla proposta progettuale che, concepita in rete, vedeva coinvolto tutto il gruppo locale anche della partecipate comunali (AMAM, MSBC e Messina Social City). In questa direzione si muoverà l’azione progettuale di EA e allo SVS potenziando il Nodo InFEA comunale in cui confluiranno le sinergie con le strutture locali e territoriali di ARPA Sicilia, Università di Messina, Stazione Zoologica Anton Dohrn, CNR, Città Metropolitana, Ispettorato delle Foreste, Ufficio Servizio per il Territorio, Dipartimento Regionale Acque e Rifiuti, Direzioni scolastiche e Dirigenza dell’ Ufficio Scolastico Provinciale VIII – Ambito Territoriale Messina. Infine, ma fondamentale, la prossima attuazione del percorso degli ispettori ambientali e la volontà di costituire al più presto la Consulta dell’Ambiente per le azioni come quella del contrasto agli incendi boschivi (proprio in questi giorni sono state convocate le associazioni e organizzazioni ambientali ed ecologiste) che vedranno in sinergia con l’Assessorato alla Protezione civile attività di formazione dei volontari, in collaborazione con l’Ispettorato ripartimentale delle Foreste e l’Ufficio Servizio per il Territorio per concrete azioni di monitoraggio e tutela del territorio. Il territorio della Città di Messina (circa 21.000 ettari) è interessato da 3 importanti siti di Natura 2000 che sono stati designati specificamente per tutelare aree che rivestono un’importanza cruciale per una serie di specie o tipi di habitat elencati nelle direttive habitat e uccelli e sono ritenute di rilevanza europea perché in pericolo, vulnerabili, rare, endemiche o perché costituiscono esempi notevoli di caratteristiche tipiche di una o più delle nove regioni biogeografiche d’Europa. Natura 2000 non è un sistema di rigide riserve naturali dalle quali sarebbero escluse tutte le attività umane. Difatti sebbene includa riserve naturali rigorosamente protette (vedi i Laghi di Ganzirri), la maggior parte del territorio rimane di proprietà privata. L’approccio alla conservazione e all’uso sostenibile delle aree Natura 2000 è molto più ampio, in gran parte incentrato sulle persone che lavorano con la natura piuttosto che contro di essa. Tuttavia, gli Stati membri (e quindi anche le amministrazioni locali) devono garantire che i siti siano gestiti in modo sostenibile, sia ecologicamente che economicamente. In questa direzione si muoverà l’azione dell’Amministrazione, richiedendo sempre più fondi per lo studio e il monitoraggio della ZSC e ZPS presenti sul territorio comunale ma anche per tutte quelle del Piano di Gestione Monti Peloritani per valutare pienamente anche gli effetti cumulativi degli interventi e le azioni di compensazione ecologica preventiva attivabili/attivate. In collaborazione con l’Assessorato ai Lavori Pubblici si incentiverà e sosterrà il percorso virtuoso per la completa implementazione delle attività dei CAM e degli acquisti verdi, Green Public Procurement (GPP) e con l’Assessorato alla Pubblica Istruzione e Manutenzione del verde per l’applicazione dei 2 recentissimi CAM per le mense scolastiche ed il verde urbano. Una ulteriore attività di grande rilevanza, attestata anche dalla soddisfazione dell’assessore regionale Alberto Pierobon nell’ultima visita dello scorso febbraio 2020, riguarda l’avanzamento dello stato di attuazione del progetto Mise del piede dell’ex discarica di Portella Arena, importante intervento di mitigazione del danno ambientale in vista della futura messa in sicurezza dell’intera area. Rammentiamo che Portella Arena, ex discarica che esiste dal 1972, quando fu creata per decreto prefettizio, è situata tra due torrenti, Pace e Ciaramita, occupando decine di ettari dove si trovano abbancati i rifiuti prodotti dalla Città di Messina e da altre città della provincia nei decenni scorsi. Durante la fase di attuazione del progetto MISE del piede della discarica, l’Amministrazione comunale ha costantemente lavorato per il monitoraggio ambientale (il cui report preliminare è stato redatto appena un mese fa) finalizzato alla definitiva messa in sicurezza dell’intero sito che attualmente è la più grande ex discarica della Sicilia. È in corso di redazione anche un piano preliminare di caratterizzazione per meglio conoscere quei circa undici ettari, con un bacino imbrifero di 38 ettari e mezzo, che raccoglie le acque che vanno a confluire in discarica. Il passo successivo sarà la messa in sicurezza permanente per la quale sono necessari ingenti investimenti, difficili da quantificare perché il Piano di monitoraggio non è ancora ultimato. Le politiche ambientali sicuramente hannoavuto giovamento dalla strategia attuata dal Comune di Messina per la gestione del ciclo dei rifiuti, e con la nuova gestione del management della MSBC Spa, che ha comportato importanti e coraggiose scelte strategiche portando al raggiungimento della quota del 30 per cento della raccolta differenziata. Ciò ci ha consentito finalmente di uscire dalla black list dei Comuni siciliani inquinanti (dove capofila sono proprio le altre città metropolitane di Catania e Palermo) e attestarci tra i Comuni che stanno concretamente attuando una efficiente politica di gestione del ciclo dei rifiuti.