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Giacoma e Pina interrompono il digiuno ma continuano la protesta

Pina Torre e Giacoma Bonfiglio

Oltre 36 ore di sciopero della fame hanno provato eccessivamente il loro fisico e ieri sera i medici del Pronto Soccorso del Piemonte le hanno convinte ad interromperlo. Giacoma Bonfiglio e Pina Torre però non si arrendono.

“Non possiamo continuare il digiuno -dichiarano- ma abbiamo ripreso la protesta. Questa mattina sono tornate nella Saletta Commissioni di Palazzo Zanca dove una trentina di loro colleghi di lavoro le hanno aspettate tutta la notte.

“Non ci muoveremo da qui fino a quando non avremo tutti i nostri stipendi -dichiarano. Con il milione 330 mila euro dei dodicesimi di bilancio possono solo saldare il mese di luglio e darci un acconto di agosto. Ma noi in tutti questi mesi abbiamo lavorato e devono darci fino all’ultimo euro”.

Intanto ieri, dopo che Giacoma Bonfiglio e Pina Torre sono state portate in ospedale, i loro colleghi hanno diffuso una lettera che riportiamo integralmente.

“25/10/2012 quarto giorno di protesta. Due nostre colleghe in sciopero della fame vengono trasportate in ospedale per malore, lottano per il diritto di “vivere” proprio e di 600 famiglie.

Tanta, però, la rabbia alimentata dalla carestia di solidarietà, dal non aver avuto una stretta di mano, se non ”ipocrita” da qualcuno. Neanche un sorriso, un semplice sorriso ma fatto con il cuore. Anzi paradossalmente siamo stati pure insultati da un consigliere comunale “ chisti chi c……. vonnu !!!!” ormai gli insulti sono un nostro benefit.

Cogliamo l’occasione per ringraziare quei pochi tra cui la stampa per l’umanità e serietà dei giornalisti messinesi.

Ci siamo abituati a non pagare le bollette, i mutui, le finanziarie, a ritardare oltre i limiti i pagamenti di gas e luce, a stringere oltre il dovuto la cinghia, a entrare in casa e non guardare negli occhi la propria moglie e/o marito , i propri figli per la vergogna che proviamo, per la nostra impotenza. Ma come rispondere a un bambino che chiama suo padre dandogli in mano l’unica cosa per lui importante il proprio orsacchiotto di peluche , “tieni papà, vendilo !” Come rispondere all’innocenza?

Nessuno ti conforta, il problema è tuo e solamente tuo!!

Lo Stato, le Istituzioni si fanno forti con i deboli, Hai protestato ? Bene, con una accelerazione incredibile (nemmeno la luce va così veloce) arriva la sanzione …….  Grazie di cuore!!!!

Un grazie particolare lo riserviamo al nostro Direttore Generale che, totalmente insensibile alle vicende che coinvolgono i suoi dipendenti, come se vivesse in un altro pianeta, non solo non solidarizza ma utilizza soldi dell’economato per distribuirli a colleghi, a suo dire, più bisognosi, a titolo di acconto.

Come abbia stabilito chi vi rientrava non lo sappiamo ma… È un caso se fra essi non figuri nemmeno uno dei manifestanti? Misteri dell’ATM… Grazie di cuore !!!

Siamo consapevoli che in questo mondo non esiste giustizia , ma qualcuno dall’alto ci guarda e giudica le nostre azioni…

Giacoma, Pina grazie di tutto , vi vogliamo bene!!!! La nostra lotta continuerà, non ci fermerà nessuno, siamo con voi. Il vostro esempio ci ha dato la forza di continuare fino al raggiungimento  dell’obiettivo comune.

I Lavoratori ATM (nonché cittadini messinesi… quelli salutati dal nostro prefetto Alecci nella sua lettera di commiato)”.

Il riferimento alle somme dell’economato distribuite ad alcuni lavoratori piuttosto che ad altri non fa che alimentare la tensione tra i lavoratori. “Si tratta di piccoli acconti da 100 o 200 euro, non di più -spiega Michele Barresi, responsabile Trasporti del sindacato ORSA. L’economato aveva a disposizione 2 mila euro per la cancelleria e li hanno distribuiti tra chi li ha chiesti. Certo, in un momento difficile per tutti, fare dei favoritismi non contribuisce certo a rasserenare gli animi, ma anche questo episodio dà un’idea di come vadano le cose all’ATM”.