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Giacoma Bonfiglio rischia il collasso, ma non interrompe il digiuno

Giacoma Bonfiglio

Neanche il rischio di un collasso la ferma. Dopo oltre 24 ore di sciopero della fame stamane Giacoma Bonfiglio, la dipendente dell’ATM che ormai è il simbolo della protesta dei lavoratori dell’Azienda Trasporti senza stipendio da oltre tre mesi si è sentita male.

Il digiuno, unito al rifiuto di assumere le pillole per l’ipertensione che le sono indispensabili, le ha provocato un malore che ha reso necessaria la somministrazione di una flebo di glucosio.

Non vuole rilasciare dichiarazioni ma ci permette di fotografarla perché si sappia cosa sta succedendo in Comune.

Dove da tre giorni i lavoratori dell’ATM protestano per ottenere il rispetto del loro diritto allo stipendio, mentre nessuno dei vertici di Palazzo Zanca né il commissario straordinario Croce né il Segretario Generale Santi Alligo (che da diversi mesi è anche il commissario straordinario dell’Azienda Trasporti su mandato dell’ex sindaco Giuseppe Buzzanca) abbiano sentito il bisogno di avvicinarsi e di far sentire la presenza del Comune.

Pina Torre

Relativamente buone le condizioni dell’altra lavoratrice che da ieri è in sciopero della fame. Pina Torre è provata dal digiuno ed anche lei ha avuto bisogno di una flebo di glucosio.

Come la collega Giacoma Bonfiglio anche lei ribadisce che non si muoverà dalla Saletta Commissioni fino a quando non arriveranno i loro stipendi.

“E’ un nostro diritto -dichiara. Abbiamo lavorato e dobbiamo essere pagati. Non è pensabile che non ci riconoscano il lavoro fatto e quello che abbiamo passato da più di tre mesi”. I 598 lavoratori dell’ATM devono avere il 25% dello stipendio di luglio ed i salari di agosto, settembre e ottobre.