Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

#Gettonopoli. Attacco alla casta dei 5 Stelle per ridurre indennità di deputati e consiglieri

SoldiIl Movimento 5 Stelle all’attacco della casta. Un solo gettone al giorno indipendentemente dal numero di sedute in Commissione e in Consiglio  comunale, tetto massimo all’importo dei gettoni di presenza (70 euro solo nei Comuni con più di 500 mila abitanti), al loro numero mensile (mai più di 20) e taglio al numero dei componenti i Civici consessi.

È la risposta allo scandalo gettonopoli dei 5 Stelle all’ARS con tre emendamenti dei parlamentari Salvo Siragusa e Francesco Cappello al disegno di legge sui Consigli comunali, arrivato in questi giorni in Aula a Palazzo dei Normanni dopo che la Commissione competente aveva deciso di non prendere alcuna posizione.

“Ogni giorno scopriamo cose da far accapponare la pelle, che dimostrano che i consiglieri dovunque hanno inventato di tutto pur di portare a casa il massimo possibile –spiega Siragusa. Acireale ne la più recente conferma: là si facevano commissioni praticamente per tutto, pure per assistere alla sfilata dei carri. È ora di dire basta all’abitudine di considerare le casse pubbliche come una sorte di bancomat”.

La cura dimagrante dei 5 Stelle i consiglieri comunali scenderebbe a 36 nei Comuni con più di 500 mila abitanti, per arrivare ai 6 nei centri con meno di 3 mila abitanti.

Ma la scure del Movimento 5 Stelle si abbatte anche sui deputati regionali. Sono stati infatti presentati un ordine del giorno che impegna l’Ufficio di Presidenza alla riduzione a 5 mila euro lordi mensili e 4 emendamenti in Finanziaria che prevedono la riduzione rispettivamente a 5, 6, 7 o 8 mila euro.

“L’ideale è la riduzione a 5 mila euro lordi –puntualizza il parlamentare Giorgio Ciaccioma vogliamo vedere se avranno la sfrontatezza di dire no pure a 8 mila euro. Non ci vengano a dire che sono pochi per fare politica: noi 5 Stelle la facciamo con 2.500 euro netti”.

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.