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Genitori adottivi, l’unione fa la forza

Adottare un  bambino è un grandissimo regalo che si possa fare alla propria famiglia, ma condividere la propria vita con altre famiglie adottive lo è ancora di più. Con questo obiettivo, sostenendosi  l’un l’altro e rendendosi partecipi delle proprie esperienze di vita familiare, nasce l’associazione “Genitori si diventa” (Gsd), una onlus che prende vita a Monza nel 1999 e che da pochi anni è arrivata anche a Messina.

“Aiutarci fra di noi contribuisce a capire talune tipologie di manifestazioni che possono verificarsi all’interno della nuova famiglia- fa comprendere Luisa Ferlazzo Aricò, responsabile locale dell’associazione- e il gruppo, l’associazionismo, è un punto su cui far leva. Mettere in tavola le proprie esperienze può aiutare l’altro a superare diversi ostacoli”. Attraverso appuntamenti settimanali,  supportati da operatori del “Laboratorio Psicoanalitico Vicolo Cicala”, la onlus dà vita ai propri programmi ed obiettivi.

“Gli incontri sono strutturati in quattro fasi- spiega Ferlazzo Aricò- individuati nel pre, nell’attesa, nel post e nel “parliamo con”. Ogni incontro ha come argomento una tematica scelta in precedenza, e l’auditorium è aperto anche ad esterni, in base all’ordine del giorno”.  Il calendario di quest’anno prevede la discussione di aree tematiche riguardanti origine e parto narcisistico, infanzia e adozione, adolescenza e adozione e scuola ed adozione.

Un’altra direzione data alle iniziative, è quella di collaborare con le scuole affinché l’integrazione del bambino possa essere aiutata dallo stesso insegnante. Arrivare in Italia senza conoscere la lingua è una situazione di disagio che il nuovo alunno vive anche nei confronti dei compagni, talvolta dovuta anche alla differenza d’età. Così il percorso che si offre al corpo insegnanti è quello di discutere le varie

modalità più idonee al caso singolo, per ridurre al minimo l’imbarazzo che si può creare.

Seguendo l’incipit di chi ha fondato la onlus , Gsd ha pian piano radicato le proprie sedi su tutto il territorio nazionale, monitorando le famiglie locali propense a questa iniziativa. In Sicilia sono presenti, oltre che Messina, anche a Palermo e Vittoria, ma in riva allo Stretto c’è stata una risposta di gran lunga positiva nonostante l’iniziale scetticismo degli stessi operatori.

“Alcune famiglie, oltre che dalla provincia, arrivano anche da Reggio -conferma la responsabile di Gsd e questa partecipazione, oltre che a rincuorarci, ci dà speranza per iniziative future” . Infatti, già per l’anno prossimo sono in programma delle sedute di incontri chiusi, con un numero di famiglie prestabilite, in modo da rafforzare i legami tra gli stessi partecipanti e trarne una fiducia reciproca.

Ma in realtà si parla di un’azione rivolta soltanto alla componente adulta. Infatti l’associazione, sin dalla sua costituzione, non prevede l’inserimento dei bambini nei programmi di supporto. “La mancanza di strutture necessarie a tale fine –aggiunge- o la portata degli argomenti rende incompatibile un’ipotetica scelta in questo senso. Siamo convinti, tra l’altro, che  così si possa offrire ai genitori un’occasione per staccare un attimo la spina e fare il punto della situazione”.

Sin dalla sua nascita, obiettivo dell’associazione è quello di svolgere un ruolo che l’assistenza sanitaria, per carenza di strutture o personale necessario, non riesce a gestire se non per un lungo periodo. Lavorando territorialmente, ha contribuito inoltre a creare un nuovo  centro di aggregazione all’interno della città.

Il prossimo appuntamento sarà il 25 febbraio alle 16.30 alla Marina del Nettuno per discutere di “Origine e patto narcisistico”.