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#Gela. Città paralizzata per la mancata riconversione, i sindacati: “Inganno di Stato”

Uno dei blocchi dei lavoratori

Dalle 4 di stamane protestano contro la chiusura della raffineria ENI e la mancata riconversione in un impianto green. Traffico paralizzato a Gela per i blocchi stradali organizzati da Cgil, Cisl e Uil. I lavoratori dell’indotto sono fermi da 2 anni, tutti gli ammortizzatori sociali sono stati utilizzati e adesso incombe il rischio licenziamento.

I cantieri previsti dal protocollo d’intesa siglato a novembre 2014, che prometteva oltre 2 miliardi di lavori in Sicilia, non sono mai partiti e i sindacati parlano di “inganno di Stato”.

Intanto giovedì prossimo alle 16 si terrà un vertice a Palazzo d’Orleans a Palermo. Presenti Cgil, Cisl e Uil, una delegazione del governo regionale guidata dal presidente Rosario Crocetta, il sindaco di Gela Domenico Messina e il prefetto di Caltanissetta Teresa Cucinotta.

Convocazione arrivata dopo il confronto di oggi pomeriggio a Gela tra il prefetto e i segretari di Cgil, Cisl e Uil Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Maurizio Castania. Intanto prosegue la protesta che da stamane dilaga nel Nisseno, con blocchi stradali che hanno paralizzato la città sulla statale Gela-Catania all’altezza del centro direzionale Enimed e sulla Gela-Licata.

La Raffineria di Gela
La Raffineria di Gela

I presidi, organizzati dai confederali e dai sindacati del petrolchimico, sono parte della mobilitazione generale organizzata per protestare contro la mancata attuazione del protocollo sulla riconversione green della raffineria e per ottenere il via libera agli ammortizzatori sociali per il migliaio di addetti dell’indotto.

“Il governo regionale faccia sentire la propria voce a Roma -dichiara Mimmo Milazzo, segretario della Cisl Sicilia. Crocetta si muova, chieda con noi al governo Renzi di rispettare gli accordi stipulati a novembre al ministero dello Sviluppo economico. L’area di crisi complessa non può esistere solo sulla carta”.

La mobilitazione va avanti, anche se il 22 gennaio prossimo Comune, Regione, governo nazionale e sindacati si confronteranno al ministero dell’Economia sull’attuazione dell’accordo di programma.

“Lo avevamo annunciato con una lettera aperta, qualche giorno fa -ricorda Gallo. La nostra sarà una mobilitazione straordinaria che continuerà fino a che non verranno fuori fatti concreti anche in tema di protocollo e ammortizzatori che coinvolgerà l’intera città”.

“Stanotte è iniziata una mobilitazione lunga e faticosa – dichiara il segretario provinciale della Cgil Ignazio Giudice – per impedire che dopo la raffineria chiuda anche Gela”.

La vertenza sarà uno dei punti dello sciopero nazionale dell’ENI proclamato per domani, che in Sicilia riguarderà non solo gli impianti di Gela, ma anche i centri di Priolo Gargallo e Ragusa.

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.