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Furti all’ATM, l’azienda si costituirà parte civile

Il direttore generale dell'ATM Giovanni Foti e l'assessore alla Mobilità Gaetano Cacciola
Il direttore generale dell’ATM Giovanni Foti e l’assessore alla Mobilità Gaetano Cacciola

Dopo il ciclone che ha travolto l’Azienda Trasporti di Messina sabato scorso, tra arresti e denunce per il carburante rubato negli ultimi anni alla partecipata del Comune di Messina, che ha registrato un danno per oltre 250 mila euro, l’amministrazione Accorinti ha finalmente deciso di commentare quanto accaduto, annunciando anche la decisione di costituirsi parte civile.

In una nota firmata dal direttore generale dell’ATM Giovanni Foti, dal commissario speciale Domenico Manna e dall’assessore alla Mobilità Gaetano Cacciola, si esprime “apprezzamento alle Forze dell’ordine per il lavoro svolto e in particolare alla Digos, con la quale il vertice ATM ha avviato fin dall’autunno dello scorso anno un intenso rapporto di collaborazione, anche in merito agli incresciosi episodi che hanno colpito in questi giorni l’opinione pubblica.

Il lavoro investigativo svolto dalla Digos è specialmente apprezzato perché rafforza il significato del cambio di direzione intrapreso dall’Amministrazione comunale e dai vertici aziendali dell’ATM per rinnovare e riorganizzare l’Azienda, ripristinare le regole e offrire in definitiva un servizio di trasporto pubblico degno della nostra città”.

Per quanto riguarda il coinvolgimento di personale dell’Azienda Trasporti nell’inchiesta, Foti, Manna e Cacciola dichiarano di voler ricordare “a tutti con grande orgoglio che l’ATM e la stragrande maggioranza dei suoi dipendenti non può in alcun modo essere equiparata ad alcune mele marce, ora finalmente individuate.

Il personale che giorno e  notte fa silenziosamente il proprio dovere merita il massimo rispetto e la giusta considerazione dai nostri concittadini. L’Azienda, nell’immediatezza, adotterà le dovute misure e i conseguenti provvedimenti disciplinari previsti dalla normativa vigente nei confronti dei dipendenti coinvolti nei fatti delittuosi e sarà messa a conoscenza dagli organi inquirenti e giudiziari”.

Foti, Mana e Cacciola annunciano anche l’istituzione di una commissione specifica che farà le pulci alle procedure operative e di controllo previste dall’azienda e che valuterà le eventuali responsabilità amministrative e disciplinari. Contestualmente, si avvierà anche la riorganizzazione delle strutture interessate.

In manette sabato scorso Placido Fumia(Messina,24.11.1958, residente in via Liguria n° 140 is.11/bis, sc. 11, dipendente dell’ATM) e Giovanni Batessa (Messina, 31.3.1965, residente in via Santa Lucia pal. 15 Contrada Campolino) e i domiciliari per la moglie di quest’ultimo, Giuseppa Urbino(Messina, 9.11.1967) e per Vennero Rizzo, detto Nando (Messina, 20.11.1973, residente in via Palermo n° 23, is. 13/C).

Tutti e quattro sono ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati. Obbligo di dimora nel Comune di residenza per Rosario Allegra (Messina, 21.02.1961, residente in via Polveriera n° 50/2 pal. F), accusato di furto aggravato.

Mentre per Antonino Siracusano (Messina, 6.3.1974, residente in via Marco Polo n° 477),Antonino Pandolfino (Messina, 22.11.1965, residente in via Paterna, Larderia Inferiore), Lillo Lucà (Messina,12.2.1980, residente in via Palazzine n° 14) e Mohamed Jarib (Sattat, Marocco, 28.7.1978, residente in via San Sebastiano 8, Larderia Superiore) c’è l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria perché accusati di ricettazione continuata.

Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.