#Furnari. Sigilli alla discoteca Genesi, sequestro di arredi all’Arabesque

La discoteca Genesi Portorosa
La discoteca Genesi Portorosa

Due provvedimenti di sequestro per la discoteca Genesi e per il risto-pub Arabesque a Portorosa: sigilli per la prima, sequestro di arredi e attrezzature per il secondo. 

A eseguirli gli agenti del Commissariato di Polizia di Barcellona Pozzo di Gotto. I provvedimenti sono stati emessi dal GIP presso il Tribunale di Barcellona dopo la richiesta della Procura della Repubblica sulla base controlli effettuati dai poliziotti.

Oltre alla pista da ballo autorizzata, già sequestrata il 31 ottobre scorso perché abusiva, alla Genesi sono state realizzate altre due piste da ballo, entrambe prive di autorizzazione.

“Nella medesima circostanza -spiegano dalla Questura di Messina- sono emerse violazioni alle prescrizioni imposte (assenza dell’elettricista e del personale addetto alla prevenzione incendi) oltre a violazioni all’ordinanza del sindaco del Comune di Furnari in

materia di limiti imposti alle emissioni musicali per non arrecare disturbo alla quiete pubblica”.

A far scattare i controlli al risto-pub Arabesque una segnalazione di disturbo della quiete pubblica. Le verifiche hanno permesso di accertare oltre alla violazione dell’ordinanza sindacale sui limiti alle emissioni musicali, anche attività non autorizzate. I poliziotti sono arrivati al locale mentre si ballava senza autorizzazione in un’area destinata al deflusso dei clienti dell’Arabesque e di altri locali. I titolari dei locali notturni sono indagati per apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento.

Intanto sulla pagina facebook della Genesi, in tarda mattinata è stato pubblicato un post con il quale si avvisa del sequestro e del rinvio del di Gigi D’Agostino.

“Abbiamo già avviato tutta la procedura necessaria affinché questo “equivoco” venga chiarito al più presto possibile –si legge nel post- e siamo certi che le autorità competenti appureranno i fatti e le responsabilità in modo certosino e mirato”.

 

Carmelo Amato

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