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FS, la Regione dà per certa la firma del Contratto

Hanno il sapore d’altri tempi le dichiarazioni dell’assessore ai Trasporti Pier Carmelo Russo rispetto alla firma del Contratto di Servizio con Trenitalia. “Puntualità negli orari, numero di corse adeguate, pulizia dei vagoni: la Regione siciliana metterà nero su bianco questo e altro al momento di siglare con Trenitalia il Contratto di Servizio del valore di 111 milioni di euro che gli affida il compito di regolare tutto ciò che sarà offerto agli utenti del trasporto ferroviario, controllandone al tempo stesso la qualità”. 

Inevitabilmente, le promesse di Russo rimandano a quelle del dittatore Mussolini, che mentre l’Italia andava a pezzi andava fiero della puntualità dei treni della Penisola. Ma questa è un’altra storia. La storia che invece riguarda da vicino il trasporto ferroviario siciliano è quella di un Contratto di Servizio scaduto nel 2005 e mai rinnovato. Nodo da sciogliere la somma che la Regione dovrà pagare a Trenitalia per l’espletamento del servizio nell’Isola. Centoundici milioni per l’esecutivo di Raffaele Lombardo, 117 per la controllata del Gruppo FS che gestisce il trasporto passeggeri. Visto che in passato le trattative sono andate a monte già un’altra volta proprio su questo punto, sorprende non poco la sicurezza con la quale Russo annuncia la firma dell’accordo, cui la Giunta di Palazzo d’Orleans ha dato il via libera nei giorni scorsi. A meno che la decisione del Governo siciliano di acquistare dei nuovi vagoni ferroviari spendendo 48 milioni di euro non abbia contribuito a rasserenare gli animi. 

Quelli delle Ferrovie dello Stato ovviamente, visto che la Cisl siciliana non ha digerito un annuncio del genere fatto in

conferenza stampa senza che il sindacato, da anni in prima linea proprio su questo aspetto fondamentale del trasporto dell’Isola, si sia prima confrontato con Russo. E mentre il segretario generale della Cisl siciliana Maurizio Bernava chiede ancora una volta il “rilancio complessivo delle infrastrutture in Sicilia attraverso una programmazione unica”, Fit Cisl Sicilia pretende un confronto che consenta di discutere del rilancio delle ferrovie isolane. 

E acque tempestose sono anche quello dello Stretto, visto che ieri mattina un centinaio di ferrovieri ha paralizzato i collegamenti con il Continente bloccando Metromare, le navi FS ed il treno diretto a Torino. La protesta spontanea dei lavoratori è scattata dopo l’assemblea organizzata per discutere il contratto che Bluferries, la società del Gruppo FS che dall’1 ottobre gestirà il trasporto gommato e passeggeri, che prevede un inquadramento come quello dei marittimi alle dipendenze degli armatori privati. Un passo indietro inaccettabile rispetto a garanzie, soprattutto rispetto a i posti di lavoro, conquistate  nel corso degli anni. “Il problema non sono solo gli 82 lavoratori passati a Blueferries –spiega Michele Barresi, segretario provinciale Fit Cisl Messina- ma tutto il comparto. Perché un contratto del genere potrebbe diventare una sorta di apripista l’esternazionalizzazione del servizio”.

A riportare la calma la notizia della convocazione di un altro incontro a Roma il 22 settembre con i vertici nazionali di RFI. La riunione sarà preceduta il giorno prima da un altro confronto tra le segreteria nazionali dei trasporti e l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti. Se durante il vertice non si arriverà ad un’intesa di massima da portare al tavolo del 22, probabilmente la situazione diventerà davvero difficile da gestire, con conseguenze prevedibili sull’avvio del servizio di Bluferries.