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FS e l’area dello Stretto, via libera ai privati

Metromare come testa d’ariete per contribuire all’azzeramento del trasporto marittimo del Gruppo FS in riva allo Stretto? Forse sono solo ipotesi fantasiose, ma non è detto. Anche perché, a leggere bene tutto quello che sta succedendo negli ultimi due anni nel settore ferroviario siciliano in generale e a Messina in particolare, sembra che ben poco sia stato lasciato al caso e tutto quanto è avvenuto fino ad oggi (taglio dei treni oltre l’immaginabile, chiusura di strutture attive e di centri servizi, licenziamenti e mobilità nell’indotto) sembra invece ideato e prodotto da una regia ben precisa che punta ad escludere tutto ciò che non è trasporto ferroviario dal futuro del Gruppo FS in Sicilia. Di fatto, tutto ciò che consente di guadagnare. “Oggi Metromare, domani Bluferryes” è la voce che circola con sempre maggiore insistenza tra gli addetti ai lavori. 

In pratica, visto che il Consorzio Metromare è costituito da un socio di maggioranza privato con il 60 per cento delle azioni (Ustica Lines di Trapani) e da un socio di minoranza pubblico (RFI, la controllata delle Ferrovie dello Stato che gestisce la rete ferroviaria ed il traghettamento), se dovesse passare la linea che FS si deve occupare solo del trasporto su rotaia lasciando ad altri il gommato e i passeggeri, tutto ciò comporterebbe una penalizzazione pesantissima per il vettore pubblico, che abbandonerebbe senza colpo ferire i due segmenti più remunerativi. 

A quel punto infatti, visto che il Consorzio Metromare

non tratta il trasporto su rotaia ma i pendolari, RFI sarebbe costretta a lasciare il suo 40 per cento ad un altro soggetto, ovviamente privato. E quello che si teme, è che dopo Metromare la stessa sorte tocchi a Bluferryes. Società che secondo il Gruppo FS si dovrà creare per rispettare i dettami dell’Authority sulla concorrenza ma della quale si sa ben poco, visto che non è ancora stata costituita. Il battesimo di BF era infatti previsto per gennaio, ma a distanza di sei mesi ancora tutto tace. Nella nuova società del Gruppo FS dovrebbero convergere tutte le attività di trasporto gommato sullo Stretto fino ad oggi svolte da RFI Bluvia, mentre a quest’ultima resterà soltanto il trasporto ferroviario. 

Tutte ipotesi queste, che proprio in questi giorni in cui si sta discutendo del rinnovo del contratto di lavoro, che creano non pochi timori anche per il futuro dei lavoratori. Se infatti dovesse passare la linea che il contratto dei lavoratori del Gruppo FS del settore navigazione può riguardare solo il traghettamento ferroviario, ai dipendenti di Bluferrys si applicherebbe il contratto dei marittimi del settore privato. E questo sarebbe l’ultimo tassello per arrivare all’esternalizzazione dei servizi di cui si parlava prima: FS continuerebbe a gestire solo il trasporto ferroviario mentre gommato e pendolari, le due fette di mercato più appetibili, sarebbero totalmente a disposizione dei privati. Che magari saranno anche più bravi, ma che non danno le stesse garanzie rispetto ad un servizio essenziale come il trasporto merci e passeggeri, che non sempre dà garanzie di ritorno economico.