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Frankenstein Junior

Frankenstein Junior

Nazionalità: U.S.A.
Anno: 1974
Genere: Parodia
Regia: Mel Brooks

Dire qualcosa che non sia stato già detto di questo film, è compito fra i più ardui. Da lodare quindi la decisione del multisala Iris e del Cinestar di Tremestieri di proporre al pubblico la versione ripulita in digitale, seppure soltanto per due giorni, il 2 e il 3 febbraio. La regia del vulcanico Mel Brooks è qui ai suoi apici, con una parodia che non a torto è definita la commedia più divertente del mondo, facendo il verso più che ad un film in particolare, a tutto un genere e ad un periodo d’oro della storia del cinema, quello dei mostri della Universal.

Girato intenzionalmente con la stessa fotografia e le stesse scelte stilistiche, in un bianco e nero spettacolare per enfatizzare ancor più l’effetto anni ’30, “Frankenstein Junior” narra la storia del nipote del celeberrimo Victor von Frankenstein, (che per prendere le distanze dalla fama del nonno ha cambiato il suo nome in Fronkonsteen) che si reca in Transilvania per ricevere l’eredità

che suo nonno gli ha lasciato e qui, tra spaventose domestiche e improbabili aiutanti, scoprirà che può cambiare nome finché vuole, ma il sangue dei Frankenstein scorre ancora nelle sue vene.

Il film come detto rievoca le atmosfere degli horror degli anni ’30, in special modo i film del geniale James Whale, “Frankenstein” e “La moglie di Frankenstein”, e non sbaglia un colpo: ogni ripresa è energica, ogni trovata esilarante, ogni attore è magistrale. Solo per fare un paio di nomi, nel cast compaiono i due grandi talenti comici di Gene Wilder (Frederick Fronkonsteen) e Marty Feldman (I-gor), per tacere del geniale cameo di Gene Hackman nel ruolo dell’eremita. Inoltre, fortunatamente, questo film ha potuto contare sul perfetto adattamento dei dialoghi del grande Roberto de Leonardi, che non ha perduto per strada neppure una briciola della comicità d’oltreoceano.

Chi non lo ha mai visto ha il diritto/dovere di conoscerlo e chi lo ha già visto non può non rivederlo. Invito quindi tutti a riempire le sale il 2 e il 3 febbraio, perché un’occasione del genere non può e non deve andare perduta.
Consigliato, fortemente consigliato, a tutti gli appartenenti alla razza umana.