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Francesco va a scuola in auto grazie alla coop Genesi e alla FP Cgil

La protesta di ieri davanti alla Prefettura per tutelare i diritti degli studenti disabili e dei lavoratori

La storia del bambino disabile costretto ad andare a scuola a piedi dopo il taglio del governo Crocetta all’assistenza e al trasporto degli studenti con difficoltà psico-motorie l’ha letteralmente mandata su tutte le furie.

E così Clara Crocè, messi da parte per un momento i panni di segretario generale della FP Cgil di Messina, si è attivata per risolvere il problema del piccolo Francesco, che a soli 11 anni ha scoperto cosa succede quando le istituzioni ti girano le spalle.

A rispondere all’appello della dirigente sindacale il presidente della cooperativa Genesi, Giuseppe Busacca, che in attesa che il Comune rilasci l’apposita autorizzazione ha messo a disposizione un’auto.

“L’unica cosa che veramente conta è che da oggi il piccolo Francesco possa andare e tornare da scuola con un mezzo di trasporto  e non più a piedi -comenta la Crocè. Tutto il resto sono problemi e questioni burocratiche di cui non è certo un bambino a dover pagare le conseguenze.

Ieri  sera mi sono messa in contatto con il presidente della Genesi e gli ho chiesto che Francesco sia trasportato con un mezzo della coop. Il presidente Busacca si è reso immediatamente disponibile, mettendo a disposizione pullmino e due unità di personale e da questa mattina il passaggio a quattro ruote è stato riattivato. Anche se il Comune deve ancora inoltrare l’autorizzazione necessaria alla ripresa ufficiale e regolare del servizio -spiega la Crocè- la

FP Cgil  insieme alla cooperativa si è fatta carico di assumersi ogni responsabilità pur di mettere fine a questa illogica e vergognosa situazione.

La vicenda di Francesco rappresenta appieno lo sfascio di una città che non riesce a garantire neanche a un bambino i minimi livelli di protezione e assistenza. Se queste sono le premesse -puntualizza ancora Clara Crocè- viene da pensare quale programmazione sia mai possibile mettere in atto. In ogni caso, in questo momento l’unica cosa veramente importante è che il caso sia chiuso e che il Comune fornisca al più presto l’autorizzazione necessaria alla Genesi”.

Francesco, affetto da una forma di disabilità mentale che rende necessario il supporto di un insegnante di sostegno durante l’orario scolastico, era stato costretto dallo stop del trasporto per gli studenti disabili a percorrere diversi chilometri da casa sua a Campo Italia fino alla scuola media “Elio Vittorini”.

“Ad accorgersi del suo silente e quotidiano disagio -racconta la Crocè- sono stati per puro caso due carabinieri in servizio nella zona. Gli uomini dell’Arma, notando il piccolo percorrere il ripido tratto di strada con indosso il peso della cartella, lo hanno avvicinato chiedendogli il perché di quella solitaria passeggiata mattutina. Il bimbo, con grande spontaneità, ha raccontato loro le ragioni di quella “a”normale quotidianità. E’ stato dunque solo per una fortuita ma fortunata coincidenza, che la storia del piccolo Francesco è venuta fuori dall’ imbarazzate cono di penombra sociale da cui fino ad oggi è rimasta avvolta. Immeditate le reazioni di sdegno da parte delle istituzioni coinvolte a vario titolo nella vicenda. Non altrettanto immediata purtroppo -conclude il segretario generale della FP Cgil- la risoluzione della vicenda. Fino, appunto, ad oggi”.