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FP Cgil e Cisl FP fanno chiarezza sui licenziamenti Teseos

Una protesta dei lavoratori della Teseos (Foto Dino Sturiale)

Prima esce la FLAICA Cub contestando i preavvisi di licenziamento inviati dalla cooperativa Teseos a tutti i lavoratori e chiedendo “che la SSR si prenda carico dei suoi lavoratori nel rispetto dello scopo sociale e dello stesso statuto che regolamenta la società stessa”.

La FLAICA Cub ritiene infatti che la vendita delle azioni da parte dell’ASP 5 sia illegittima e ribadisce la richiesta di “revoca in autotutela del bando per la cessione del 51% della quota detenuta dall’ASP di Messina nella SSR, gara che sarà espletata a novembre”.

Oggi arrivano i chiarimenti dalla FP Cgil e dalla Cisl FP di Messina, che da tempo seguono la vicenda e che a gennaio si sono incontrati con l’assessore regionale alla Sanità Lucia Borsellino proprio per individuare un percorso che consentisse di tutelare i lavoratori.

I loro problemi sono infatti iniziati quando, a causa dei tagli obbligatori per legge, la Regione Sicilia ha deciso di mettere in vendita tutte le proprie partecipazioni azionarie, compresa quella della SSR di Messina, della quale detiene la maggioranza, mentre il restante 49% è in mano alle cooperative Teseos, Rigenera e Obiettivo Lavoro. Premessa questa, che chiarisce da subito perché la revoca in autotutela della vendita delle azioni dell’ASP 5 pretesa dalla FLAICA Cub non è possibile.

“Fin dall’agosto 2000 -spiegano FP Cgil e Cisl FP- l’AUSL 5 di Messina ha stabilito di avvalersi (tramite la stipula di una convenzione annuale) per la gestione dei servizi di riabilitazione della società SSR, per l’erogazione dei servizi di riabilitazione domiciliare ed ambulatoriale nell’intero territorio provinciale. La SSR, a sua volta, ha stipulato 3 sub-convenzioni con altrettante cooperative.

L’ASP 5, oltre che alla SSR (società per azioni a capitale misto pubblico-privato) ha appaltato ad altri enti o associazioni i servizi socio-assistenziali. Purtroppo i lavoratori che protestano (una decina) non sono dipendenti della SSR o dipendenti pubblici che stanno per essere privatizzati. Al contrario, sono dipendenti delle cooperative sorte per la stabilizzazione degli LSU provenienti dall’ex AIAS, per i quali a suo tempo non si conclusero le procedure.

Altro aspetto importante -sottolineano la FP Cgil e la Cisl FP- è che la SSR è una società non accreditata da parte dell’Assessorato alla Sanità. Agisce in regime di pre-accreditamento grazie a una sospensiva del TAR, perché non si

possono erogare prestazioni sanitarie in assenza dell’accreditamento.

Per essere accreditata la società deve avere una pianta organica. Il 14 gennaio scorso, durante incontro con la Borsellino, si è stabilito di far transitare i lavoratori alla SSR e di accreditarla e successivamente di vendere le azioni (il termine stabilito dall’art 4 del DL 95 per la vendita delle azioni delle pubbliche amministrazioni era il 30 giugno, successivamente il termine è stato prorogato al 31 dicembre 2013) pena lo scioglimento della società. Tra l’altro, dall’1 gennaio 2014 le società come la SSR non potranno avere alcun affidamento da parte del pubblico, neanche in regime di convenzione”.

Durante la trattativa con l’assessorato, nasce però un problema: i lavoratori non possono passare alla SSR perché essendo questa una partecipata c’è il divieto di assunzione. La Borsellino allora decide di invertire i passaggi, vendendo il 51% di quote dell’ASP 5 per poi far transitare subito dopo tutti i lavoratori nella SSR.

I lavoratori della Teseos manifestano davanti alla sede dell'ASP 5

“Quando si parla di servizi pubblici -aggiungono FP Cgil e Cisl FP- è come buttare fumo negli occhi su una vertenza che nasconde ben altro. Alcuni lavoratori sono stati illusi che potranno essere assunti dall’ASP 5, ma non è così. Bisogna poi pur dire che dei 100 operatori condivide il percorso intrapreso da pochi. A determinare il divieto di assunzione è la delibera 221 del  30  settembre 2008 della Giunta Regionale, che ribadisce il divieto di procedere ad assunzione di personale e di bandire concorsi per gli enti sottoposti a controllo e vigilanza della Regione Sicilia oltre che per le società da essa partecipate, come appunto la SSR di Messina.

E poiché la finalità del provvedimento è quella del contenimento della spesa pubblica, è chiaro che la stessa riguarda tutti gli enti la cui finanza è di derivazione regionale.

Sulla stessa lunghezza d’onda è l’articolo 1, comma 10, della Legge Regionale 25 del 29 dicembre 2008, che vieta alle amministrazioni regionali e agli organismi ed enti regionali comunque denominati, che usufruiscono di trasferimenti diretti da parte della Regione, di procedere ad assunzioni di nuovo personale. Chiarito questo -concludono FP Cgil e Cisl FP- è chiaro che anche noi vorremmo l’internalizzazione di tutti i servizi riabilitativi, ma in questo momento le leggi non lo consentono e pretendere l’assunzione dei lavoratori da parte dell’ASP 5 non garantisce né tutela i lavoratori”.