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Formazione: i lavoratori dell’ARAM chiedono aiuto alle istituzioni

Francantonio Genovese

Senza stipendio da 18 mesi e completamente abbandonati a loro stessi.

Sono i lavoratori dell’ARAM, uno degli enti finiti nell’occhio del ciclone dello scandalo formazione, che con il LUMEN fa capo al parlamentare PD Francantonio Genovese, sul quale pende una richiesta di arresto che la Camera sta valutando.

In una lettera inviata ai sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Snals e Ugl, all’assessore regionale Nelli Scillabra, al dirigente generale di settore Anna Rosa Corsello, all’Ufficio provinciale del Lavoro di Messina e al legale rappresentate Elio Sauta, i dipendneti dell’ARAM chiedono il pagamento degli arretrati e l’attivazione della cassa integrazione.

La prova della confusione totale che regna sulla vicenda è nel nome dell’ultimo destinatario della richiesta. Quell’Elio Sauta esponente di spicco della corrente che fa capo alla corrente genovesiana del PD di Messina, finito agli arresti domiciliari l’estate scorsa nell’ambito della prima tranche dell’inchiesta sulla formazione in riva allo Stretto, che portò alla stessa misura cautelare per altre 9 persone, tra le quali anche le mogli di Genovese e di Giuseppe Buzzanca, responsabile locale del PDL ed ex sindaco di Messina come Francantonio Genovese e a un esponente della giunta di centrodestra, l’assessore Melino Capone.

Dopo aver preso atto che “con un decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale dell’istruzione e della formazione professionale è stato revocato all’ARAM l’accreditamento, che dopo la revoca non è stato avviato alcun processo di CIG o altro ammortizzatore sociale, che nonostante le richieste avanzate, non avendo ricevuto alcuna direttiva dall’ente di appartenenza in merito all status lavorativo vivono ancora una situazione paradossale perché non sono né in cassa integrazione né in mobilità e che le retribuzioni vantate ammontano fino a 18 mensilità arretrate” i lavoratori chiedono ai destinatari della lettera di farsi carico della loro vertenza.

Chiedono quindi l’attivazione delle procedure per l’ottenimento della CIG e l’individuazione delle soluzioni più idonee per il pagamento degli stipendi arretrati.