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Fondo Legge 35, Coglitore: “Troppo costoso, meglio evitare”

Ferdinando Coglitore e Giovanni Di Leo

“Non è che non abbiamo presentato la richiesta per il Fondo della Legge 35 perché ce ne siamo dimenticati o perché abbiamo sottovalutato questa possibilità. Non lo abbiamo fatto perché è troppo costoso. Prima di parlare ci si dovrebbe informare, altrimenti si fa la figura degli ignoranti”.

Quasi quotidianamente crocifisso rispetto alla situazione economia di Palazzo Zanca, Ferdinando Coglitore, Ragioniere generale del Comune di Messina, questa volta decide di replicare ufficialmente insieme al dirigente il Dipartimento Programmazione, bilancio ed entrate Giovanni Di Leo.

Con un comunicato talmente tecnico che più tecnico non si può e sul quale chiediamo delle spiegazioni.

“La materia è complessa -dichiara- troppo specifica”. Si va bene, ma come possiamo tradurla per i non addetti ai lavori?

La notizia che impazza sulla stampa è che il Comune di Messina, insieme ad altri 30 enti locali della provincia non ha richiesto l’accesso al Fondo della Legge 35, previsto per consentire alle pubbliche amministrazioni di pagare i debiti accumulati verso le imprese.

“Non lo abbiamo fatto -spiega Coglitore- per il semplice motivo che sarebbe stato troppo costoso farlo e in una situazione economica come quella attuale non avrebbe avuto senso. Se non hanno presentato la richiesta neanche Catania e Palermo un motivo ci sarà.

Abbiamo invece aderito al DL 35 dell’8 aprile scorso per la parte che riguarda spese di investimento per il Patto di stabilità, presentando alla Ragioneria Generale dello Stato una richiesta per 4 milioni 61 mila euro, sulla base delle comunicazioni trasmesse dai dirigenti. E con un decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze del 14 maggio scorso, ci hanno concesso 2 milioni 740 mila euro.

E’ bene chiarire -prosegue Coglitore- che potevamo richiedere l’anticipazione di liquidità solo per il pagamento di debiti certi, liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2012 ed insoluti all’8 aprile 2013 (data di emissione del DL 35, ndr), per i quali c’è la copertura finanziaria in Bilancio. Impossibile quindi utilizzare questo strumento per debiti fuori Bilancio”.

Più chiaro di così. Quindi, e questa è la sola cosa per la quale non c’è bisogno di spiegazioni, “dopo avere informato il commissario straordinario del Comune Luigi Croce, non si è ritenuto di dover fare ricorso all’anticipazione di liquidità della Cassa Depositi e Prestiti prevista dall’articolo 1 comma 13 del Decreto Legge 35 del 2013, perché data l’esiguità delle somme da richiedere (che sulla base delle comunicazioni dei dirigenti sono pari a 5 milioni di euro), si è deciso di avvalersi dell’anticipazione di Tesoreria, sempre ai sensi dell’articolo 1, comma 9, del DL 35”.

L’anticipazione, chiesta all’Unicredit, tesoriere dell’Ente, è di 18 milioni di euro. Sono già stati richiesti e forniti dei chiarimenti e Coglitore dichiara di “essere quasi certo che il prestito sarà concesso”.