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Fondi UE, Bernava chiede a Crocetta collaborazione e nuove strategie

Maurizio Bernava, segretario generale Cisl Sicilia

Chiusa la verifica sullo stato di attuazione del Programma Operativo Fesr 2007-2013 richiesta alla Regione dal ministero dello Sviluppo Economico, il segretario generale di Cisl Sicilia scrive al presidente della Regione Crocetta, sottolineando che l’Isola è ad un punto di svolta.

“La Sicilia ha urgente bisogno di segnali di cambiamento, con soluzioni strategiche immediate, capaci di limitare i danni di una programmazione comunitaria compromessa per incapacità, incompetenza e malagestione radicate nella politica e nella pubblica amministrazione regionali -scrive Maurizo Bernava. Per questo è importante che Lei nei giorni scorsi abbia indicato come azione prioritaria del Suo Governo, il risanamento del bilancio regionale. Ed è addirittura illuminante che Lei lo abbia detto ora, dopo la supersbornia politico-elettorale che per ben otto mesi ha ubriacato politica e Regione.

Da poco è stato rifatto il punto, per assi e linee d’intervento, sull’asfittica capacità regionale di spesa che è stata ripassata ai raggi x. Si tireranno le somme, dopodiché si aprirà una fase nuova. Perché i fondi strutturali Ue sono ancora le uniche risorse a disposizione per politiche di crescita e modernizzazione. E perché, per contrasto, sempre più minaccioso aleggia lo spettro di una programmazione 2007-2013 non dissimile nei risultati dalla vecchia, fallimentare programmazione, 2000-2006.

Così, è importante che Lei, Presidente, nei giorni scorsi abbia indicato come azione prioritaria del Suo governo un piano di risanamento del bilancio. Ma è addirittura “illuminante” dichiararlo dopo la supersbornia di attività politico-elettorale del Suo governo, durata ben otto mesi. Una distrazione e perdita di tempo già denunciati dalla Cisl, perchè è stato un grave e imperdonabile danno sociale aver messo da parte, al culmine della crisi economica e sociale, il minimo impegno a definire strategie e scelte per le vere priorità della Sicilia.

Ora, non si perda piu’ tempo. Urgono strategie con programmi pluriennali di risanamento del debito da concordare col governo nazionale, a cominciare dal disastro economico, finanziario e sociale delle società partecipate e controllate dalla regione e dagli enti locali. Urgono una strategia e scelte per interventi concreti e incentivanti per attrarre e sostenere investimenti produttivi nelle aree disponibili dell’Isola. Alla Sicilia urge una riorganizzazione e ricognizione delle risorse disponibili per sostenere la crescente povertà, gli anziani non autosufficienti e i lavoratori che perdono il lavoro per effetto della recessione.

Diventa urgente e prioritario un piano operativo concreto per spendere bene su obiettivi produttivi e sociali le ingenti risorse dei fondi Ue. La verifica di questi giorni, dell’attività di spesa di questi fondi da parte dei vari assessorati, per la Cisl deve diventare un’occasione di svolta e rottura col passato recente e remoto.

Ancora una volta la Sicilia arriva in extremis, con il rischio reale di perdita e disimpegno di diverse centinaia di milioni di euro disponibili da tempo, per assenza di strategie programmate su obiettivi e indirizzi chiari da parte del governo e del sistema politico, per mancanza del supporto e verifica del confronto sociale necessario, per ramificate incompetenze e incapacità consolidate e certificate da tempo nei dirigenti e nella macchina amministrativa, per la presenza e pressione di tanti interessi particolari che riescono a frammentare progetti e interventi portando così al fallimento degli interessi generali di crescita, sviluppo e modernizzazione, della Sicilia.

Per la Sicilia i prossimi giorni saranno cruciali, a seguito delle verifiche in corso con il Dps che metteranno a nudo limiti, ritardi e rischi di gran parte dell’operato della Regione siciliana in merito alla gestione e spesa degli oltre 6 miliardi di fondi Ue.

Non basteranno comunicati, annunci e rassicurazioni mediatiche del governo regionale per nascondere ed evitare l’ennesimo fallimento dell’utilizzo dei fondi Ue, dopo quelli delle precedenti programmazioni. Una programmazione ormai compromessa per insipienza, incapacità e ritardi strutturali della politica e delle amministrazioni regionali e locali degli ultimi 15 anni.

Anche l’attuale Governo regionale dovrà recuperare in pochi giorni problemi e priorità strutturali e determinanti, omessi da otto mesi. Adesso serve un Governo meno impegnato in obiettivi politici e totalmente dedicato a governare gli aspetti della crisi. Favorire sviluppo e crescita produttiva, risanare il debito perché siamo al default finanziario, attrezzare la Sicilia con sistemi di protezione sociali più efficaci per i veri bisognosi chiudendo con la logica dei “bancomat elettorali”.

Presidente, le chiediamo di aprirsi al confronto con le associazioni del lavoro e delle imprese. Ci illustri idee, soluzioni approntate, proposte operative, programmi e strategie finalizzati a recuperare il grave ritardo accumulato e a dare maggiori certezze alla nuova programmazione 2014/2020.

Vogliamo essere coinvolti e messi in condizioni di contribuire e collaborare per costruire condizioni per lo sviluppo, il risanamento del debito e un sistema piu’ efficace e giusto di protezione sociale. Sono queste le priorità su cui la Sicilia deve affermare il suo riscatto. Un riscatto che non potrá essere solo il frutto della politica o dell’azione solitaria del Governo.

Caro Presidente ci aspettiamo che quando gli ispettori ministeriali avranno completato le verifiche sulla spesa dei diversi dipartimenti e assessorati, Lei ci consegni una strategia semplice, chiara, completa e realizzabile per concretezza, su cui aprire una fase nuove di relazioni sociali basate sul rispetto e sul confronto. Per salvare la programmazione 2007/2013 da disimpegni e fallimenti progettuali che aumenterebbero ulteriormente i debiti del bilancio, per orientare la nuova programmazione su pochi obiettivi senza sprechi e dispersioni. Alla Sicilia, per affrontare seriamente la crisi, serve un clima di fattiva cooperazione tra tutti i soggetti rappresentativi, ancor piu’ di quanto serve al Paese.

Bisognerà chiudere con la prassi consolidata, voluta e coperta da molti potentati politici, che vede i dirigenti da soli, o le varie assistenze tecniche, decidere cosa, quando, a chi e come dare priorità o bloccare autorizzazioni e risorse per i vari progetti.

Dopo i recenti Comitati di Sorveglianza, il cambio necessario del dirigente alla programmazione, la verifica del Dipartimento del ministero alla Coesione, il governo dovrà dimostrare di aver metabolizzato un immediato salto di qualità e cambio di passo necessario per il futuro della Sicilia. Dovrà essere l’occasione per registrare, nei fatti, che le esigenze dell’economia, del lavoro e delle imprese sono finalmente diventati strategicamente centrali e prioritari nell’azione del governo e della politica.

Lo impongono la crisi, la recessione che incalza, la crescente povertà, la disoccupazione giovanile senza speranza, l’indebitamento della Regione e degli Enti Locali che aumenta senza controllo contestualmente a un pericoloso livello di conflitto sociale. Tutti elementi preoccupanti che in Sicilia, proprio in questo momento, registrano il livello piu’ alto di pericolosità.

La Cisl, che della partecipazione e del dialogo fa elemento costitutivo, si aspetta da Lei e dal Suo Governo che cogliate la portata strategica di tale passaggio, come occasione in cui finalmente l’operosità dell’amministrazione tutta, la chiarezza strategica della Giunta e della politica, la concretezza degli obiettivi del confronto sociale da avviare, possano alimentare un clima di fiducia in Sicilia e intorno alla Sicilia.

La Cisl La invita, Presidente Crocetta, ad affrontare i passaggi di questi giorni, cruciali per il destino dei fondi UE, con questo spirito collaborativo e con una rinnovata visione strategica. Per la Cisl sarebbe assurdo vanificare questo momento relegandolo a un passaggio solo tecnico e amministrativo, chiuso nella discussione interna alla dialettica politica tra Giunta ed Ars, peggio, diffondendo messaggi di autocertificazione mediatica e autoreferenziale.

Adesso serve registrare i risultati concreti e saranno solo loro, nel tempo, a dimostrare la capacità e il successo dell’azione del Governo e di tutta la classe dirigente di una comunità. Classe dirigente siciliana e del Paese di cui sentiamo di far parte e a cui sentiamo di dover/poter contribuire con responsabilità ed etica, anche come sindacato.

Confidiamo nella Sua consapevolezza e disponibilità a investire sul confronto e a dedicarsi con tenacia e determinazione alla costruzione di una nuova fase di riscatto della Sicilia, che passa dalla capacità di affrontare i nodi strutturali della crisi, dell’economia, del lavoro, della grave condizione sociale”.