Fondi persi “Dopo di noi”, il vicesindaco metropolitano Santoro prova a metterci una pezza ma fallisce l’obiettivo

MESSINA. Improvvisamente alla ribalta dopo le dimissioni di Federico Basile da sindaco di Messina e della Città Metropolitana, lo sconosciuto vicesindaco metropolitano Flavio Santoro si trova a dover gestire una brutta gatta da pelare: la perdita dei 56 milioni di fondi PNRR destinati alla riqualificazione della ex Città del Ragazzo all’interno della quale, durante la campagna elettorale del 2018, Cateno De Luca aveva promesso di dare vita al progetto “Dopo di noi”, che fa riferimento alla Legge 112 del 2016, che ha come obiettivo la tutela dei disabili gravi senza una famiglia che li possa seguire, così da promuoverne l’autonomia, l’inclusione sociale e l’indipendenza per evitare che finiscano in istituti.
Il cantiere è fermo al 30% dei lavori e visto che la scadenza del PNRR è fissata al 31 marzo prossimo, data entro la quale chi ha presentato il progetto deve avere chiuso e rendicontato i costi, è evidente che i 56 milioni ormai sono persi. Questa mattina, il povero Santoro è stato costretto a registrare un duplice attacco: la protesta delle associazioni che contavano sul progetto “Dopo di noi” e l’attacco del candidato del centrodestra Marcello Scurria.
Chi ha dettato il comunicato cerca di mettere una pezza ma peggiora la situazione. “I timori sollevati sono frutto di una ricostruzione incompleta: il progetto non è a rischio, i
finanziamenti, come per tutti quelli dei piani urbani integrati delle Città metropolitane, sono stati
trascinati su fondi nazionali e il cantiere dell’ex Città del Ragazzo procede regolarmente verso il completamento nel 2027” ha spiegato il vicesindaco metropolitano.
Alt, fermiamoci qui. Trascinati (verbo utilizzato spesso dall’ex direttore generale di Palazzo Zanca Salvo Puccio) come? I fondi non sono le pedine del Monopoli che si spostano con un colpo di dado. O si spostano i progetti su fondi equivalenti FSC senza occupare altre risorse e allora Santoro (o chi per lui) deve spiegare cosa ha fatto con i fondi PNRR, chiarendo quali sono i progetti ultimati nel 2026 consentono di recuperare i fondi. Sarebbe gradito anche sapere qual è il decreto di spostamento su altra fonte finanziaria per la differenza. Sul fatto che secondo Santoro i lavori procedono speditamente, meglio glissare per amor di patria.
Poi, ché sempre siamo in campagna elettorale, l’affondo a Scurria, sostenendo di respingere “ricostruzioni che non corrispondono alla realtà dei fatti. Accogliamo con favore l’interesse mostrato dall’avv. Marcello Scurria per il progetto del ‘Dopo di Noi’ -dichiara Santoro- ma non possiamo non rilevare la ricostruzione parziale dei fatti con cui lo stesso sembra essersi avvicinato alla questione, mettendo in allarme le associazioni che hanno creduto sin dall’inizio nel progetto”. In realtà le associazioni erano già in allarme da tempo, visto che hanno mandato ben due pec per chiedere chiarimenti alle quali nessuno ha risposto.
Evidentemente ignaro della cosa, Santoro aggiunge: ““L’ex sindaco Federico Basile nei mesi scorsi ha già rassicurato più volte l’opinione pubblica: questo intervento, unico nel panorama nazionale e parte di un più ampio sistema di welfare urbano che la città sta costruendo dal 2018, non è mai stato a rischio. Il progetto, come tutti i PUI d’Italia e non solo a Messina, oggi è coperto da altre fonti di finanziamento, non legate al conseguimento del target nazionale PNRR previsto al 31 marzo 2026″.
E qui Santoro ci mette la pulce nell’orecchio, visto che continua a citare genericamente altre fonti di finanziamento senza però dire quali. Un comportamento che un po’ da pensare lo dà, vista l’importanza della vicenda.
Poi, in maniera decisamente incauta, Santoro (o sempre chi per lui) si avventura nei dettagli tecnici. “Il complesso intervento di riqualificazione dell’area dell’ex Città del Ragazzo ha come termine di completamento il 31 dicembre 2027. Quanto riportato nella banca dati consultata dal candidato sindaco non rappresenta il reale avanzamento finanziario dell’opera. Le attività sono attualmente in fase di contabilizzazione e saranno successivamente trasmesse per la certificazione”. E qui è evidente un altro aspetto importante: chi ha dettato il comunicato si arrampica sugli specchi visto che, non è chiaro quanto volutamente, non cita la banca dati relativa al progetto (lo aiutiamo noi: è Open CUP) e indica una data di scadenza del progetto che non è suffragata da alcunché. Tra l’altro, la scheda redatta dall’amministrazione messinese è scarna in maniera imbarazzante e riporta pochissimi dati.
A seguire Santoro continua la coraggiosa arrampicata sugli specchi, parlando di complessità dei lavori “che stanno proseguendo su più fronti”, ribadisce che “è un cantiere complesso” e promette che il progetto ‘Dopo di Noi’ “diventerà presto una realtà che sarà costruita insieme ai partner scientifici e
sanitari e alle associazioni del terzo settore”. Viste le roboanti promesse alle quali le famiglie che contavano su questo progetto sono ormai rassegnate e la scandalosa vicenda dell’Istituto Marino, lo scetticismo è d’obbligo.

