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Fondazione Lucifero, un paradiso da tutelare

Uno scorcio del parco della Fondazione

Per comprendere davvero cosa sono i luoghi che la Fondazione Lucifero di Milazzo protegge e tutela bisogna vederli, perché l’immaginazione non è sufficiente. Una distesa sconfinata di ulivi a picco sul mare, dove il verde ed il marrone della terra si confondono tra loro per scivolare nel grigio delle rocce, che diventa poi il blu intenso dell’acqua. Una piccola porzione di paradiso donata alla città e trascurata per decenni, ripresa saldamente in mano poco dopo il 2000 dai responsabili della Fondazione, che con la complicità di un cancello che non consente accessi indiscriminati, negli ultimi anni l’hanno trasformata in un’oasi dove il rumore è bandito ed i suoni sono quelli del posto e nient’altro. 

In questo scenario la Raffineria di Milazzo ha pensato bene di organizzare nel contesto del XII Campionato nazionale del petrolio (una quattro giorni sportiva) anche una gara di mountain bike all’interno del parco della Fondazione Lucifero. Immediate le reazioni di ambientalisti e cittadini, che da anni fanno a braccio di ferro con la RAM rispetto ai gravissimi problemi dell’inquinamento.

“In pratica siamo stati messi di fronte al fatto compiuto -spiega Lucia Lombardo, Segretario della Fondazione. Mi è stata presentata come un’iniziativa del dopolavoro della Raffineria, quando invece era già stato tutto deciso perché invece di rivolgersi a noi il permesso è stato chiesto alla società Planeta, alla quale abbiamo affidato una parte del terreno perché se ne prenda cura impiantando un vigneto”.

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Il sentiero destinato alla gara

L’azienda non è del posto e sconoscendo le relazioni tempestose tra gli abitanti di Milazzo e lo stabilimento di raffinazione, ha acconsentito a far passare la gara all’interno del perimetro che le è stato affidato.

“Una decisione presa in assoluta buona fede, ne sono sicura -aggiunge Lombardo. Ma è evidente che se la Ram si fosse rivolta a noi per un evento strettamente connesso alla sponsorizzazione della sua attività avremmo detto di no. In passato ci hanno offerto piccole somme (5, 10 mila euro) per sostenerci nelle nostre iniziative e abbiamo sempre rifiutato. La Raffineria non si può scaricare la coscienza con pochi spiccioli. Lottiamo ogni giorno per proteggere il nostro territorio ed il parco della Fondazione e siamo disposti a parlare con loro solo rispetto a progetti seri e molto più ampi e dopo che avranno fatto un reale mea culpa rispetto ai danni provocati dal momento dell’insediamento. L’unica nota positiva di tutta questa vicenda, è che un luogo così suggestivo è stato visitato da decine di persone venute da fuori, che spero promuoveranno le bellezze del posto una volta tornate a casa. E comunque, sia chiaro che la manifestazione è passata su un sentiero ben definito senza avvicinarsi alle aree che hanno bisogno di maggior protezione. Questo luogo per noi è un posto magico, dove i bambini con problemi possono crescere, giocare e studiare serenamente, e non consentiremo a nessuno di turbarlo con iniziative che non hanno nulla a che vedere con noi e con i nostri progetti”.