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File e corrispondenza inevasa, il regalo di Natale di Poste Spa

Cassette delle lettere vuote e file interminabili agli sportelli degli uffici postali. E’ il regalo di Natale di Poste Italiane Spa ai messinesi. Un cadeau dovuto alle ferie forzate cui è stata costretta la maggior parte dei dipendenti. Per non parlare dei 25 uffici postali sparsi sul territorio provinciale chiusi o organizzati a scartamento ridotto durante gli orari di apertura, che hanno creato non pochi problemi a chi abita in quei piccoli paesi o frazioni.

“Il progetto di riorganizzazione denominato “Ottoventi” avviato nell’autunno del 2010 -spiega Pippo Di Guardo, segretario della SLC Cgil di Messina- di rivoluzionario aveva solo il recapito su cinque giorni la settimana: dal lunedì al venerdì. Il sabato si recapitava solo nel settore dell’Articolazione Servizi Innovativi. Tutto il resto è rimasto nell’accordo sottoscritto tra le parti e mai messo in pratica. Nella realtà il servizio di recapito è stato svolto solo su quattro giorni (lunedì-giovedì) mentre il venerdì si invitava il portalettere ad andare in ferie su base rigidamente ed ipocritamente volontaria con l’incentivo di smaltire la giacenza al rientro, il lunedì. Una cattiva e costosa prassi in voga in  tutti i centri di recapito di Messina e provincia (ma analogo fenomeno è diffuso in Sicilia) del tutto fuori da ogni regola ed in spregio a quanto sottoscritto tra Azienda ed Organizzazioni Sindacali”.

I dati in possesso del sindacato sono preoccupanti. Il 24 dicembre scorso sono stati posti in congedo volontario oltre l’80% di addetti al recapito. Intere zone della città non hanno ricevuta corrispondenza e lo stesso è successo nei villaggi e in altri centri della provincia e a lavorare era un postino su 5. E a Messina hanno fatto di meglio, visto che su oltre 110 portalettere hanno lavorato in meno di 20.

“La corrispondenza da distribuire è arrivata ugualmente negli uffici il 24 -spiega Di Guardo- per essere regolarmente recapitata. Ma da chi, si sono chiesti i cittadini? Non pensiamo che sia stato comunicato loro, al momento del pagamento della tariffa prevista, che la missiva sarebbe rimasta in ufficio e per intere giornate, prima di essere

recapitata al destinatario. Come giustificare la mancata distribuzione dei quotidiani e delle riviste che giacciono numerosi in attesa di essere recapitati agli abbonati?”.

Pippo Di Guardo, segretario generale SLC Cgil

Stando alla denuncia della SLC Cgil, la posta raccomandata e quella ordinaria, le stampe e gli invii commerciali, le bollette e gli avvisi per il pagamento delle rate di mutuo si accumulano giorno dopo giorno, per essere distribuiti dai postini solo quando ritorneranno dalle ferie, quindi non prima dell’inizio dell’anno prossimo.

Disastro totale anche per quanto riguarda i servizi agli sportelli, la maggior parte dei quali chiusi e con il personale ridotto all’osso. “Le due Filiali tempestavano i Direttori degli uffici postali per mettere in ferie il maggior numero possibile di sportellisti -aggiunge ancora Di Guardo. Spesso senza il benché minimo straccio di programmazione, come robot che si devono riposare a comando e quando stabilisce  il “caporale di turno”, non tenendo in considerazione le reali finalità che la fruizione delle ferie ha per il lavoratore e del disservizio causato quando, queste, vengono imposte in particolari periodi dell’anno. Disperati e giustamente esasperati, i clienti attendono il proprio turno in fila, per ore e ore, dopo quella già subita per il pagamento dell’IMU.

Ma c’è qualcuno che in Azienda Poste si preoccupa del recapito della corrispondenza e della qualità del servizio offerto alla clientela? Che si rende conto della difficoltà che deve vivere quel cliente che arriva allo sportello dopo un’attesa di ore?

Ci preoccupa questa Azienda che ha il respiro corto. Non c’è progettualità, tutto è gestito sull’onda di una perenne emergenza senza programmi seri che permettano di affrontare la crisi che stiamo vivendo e la concorrenza che erode margini di profitto, con il rischio, sempre maggiore, per la  tenuta dei livelli occupazionali. In qualità di Organizzazione Sindacale che guarda sia ai diritti dei lavoratori che a quelli della clientela, ci permettiamo di dare un consiglio: preoccupiamoci innanzitutto di far smaltire le ferie ai tanti dirigenti aziendali di medio livello che devono gestire “l’ultimo miglio”. La loro assenza, questa sì, non inciderà affatto sulla qualità dei servizi offerti”.