Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Fidejussioni e fallimenti

Gentile avvocato Trimarchi, sono l’amministratore di una SAS della quale mia moglie è il socio accomandante. Un anno fa ha firmato delle fideiussioni per un finanziamento e uno sconto fatture. Può essere accusata del reato di ingerenza? E visto che un altra banca mi ha concesso uno scoperto senza fidejussioni, quest’ultima potrebbe farmi fallire attaccando mia moglie e la sua casa? Grazie per le informazioni, Lino P.

Gentile sig. Lino, la società in accomandita semplice s.a.s. è una Società Semplice, pertanto quella tipologia di impresa per la quale due o più persone conferiscono beni e/o servizi per l’esercizio in comunione di un’attività economica con lo scopo di dividerne gli utili finali ai sensi dell’ art. 2247 del codice civile.

L’art. 2313 del c.c. dispone :” nella società in accomandita semplice i soci accomandatari rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali, e i soci accomandanti rispondono limitatamente alla quota conferita.
Vige, in forza dell’art.2320, per i soci accomandanti, il divieto di immistione nell’amministrazione della società, salvo il conferimento di una procura speciale per il compimento di singoli affari (ma in qualità di procuratore generale o institore).
La violazione da parte del dell’accomandante del divieto di immistione nella gestione sociale viene sanzionata in modo pesante: lo stesso art. 2320 dispone, quale conseguenza della predetta contravvenzione, l’assunzione della responsabilità illimitata e solidale verso i terzi per tutte le obbligazioni sociali.
La fideiussione è una garanzia personale, in cui un soggetto impegna, a presidio di una determinata obbligazione, l’intero suo patrimonio e non un bene specifico come accade per le
garanzie cosiddette reali (es. un immobile sottoposto a ipoteca in garanzia del mutuo, delle azioni poste in pegno a fronte dell’apertura di credito).
I motivi per cui un soggetto si risolve a prestare fideiussione alla banca sono i piu’ diversi. Si puo’ trattare, ad esempio, di un familiare che intende prestare aiuto ad un congiunto per intraprendere o continuare una determinata attivita’ economica o di un socio di una societa’ che intende consentire a quest’ultima di accedere al credito o di accedervi in una misura che, altrimenti, non le sarebbe possibile.
Il tipo di fideiussione elaborato dalla prassi bancaria che qui interessa e’ la cosiddetta “fideiussione omnibus” vale a dire una garanzia che assiste qualunque debito, a qualunque titolo, il cliente garantito abbia o vada ad assumere nei confronti della banca. Si tratta di garanzia che copre tutta l’attivita’ bancaria del debitore principale non solo quella attuale, ma anche quella che verra’ posta in essere; tanto per fare un esempio non solo il mutuo gia’ stipulato, ma anche quello che lo sara’, lo scoperto per assegni, il fido relativo alla carta di credito ecc.
Nel caso in questione, non sembra esserci violazione del divieto di immistione in quanto sua moglie ha firmato le fideiussioni non come socio della s.a.s. ma come soggetto “terzo” proprio per aiutare il marito nell’attività economica da egli intrapresa. Non configurandosi, pertanto, la fattispecie dell’immistione, non vi è pericolo per il patrimoni personale della moglie che, all’interno della società, continuerà a rispondere solo nei limiti della quota conferita.

Per contattare l’avv. Clelia Trimarchi scrivere a clelia.trimarchi@hotmail.it