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#Ficarra_Contemporary Divan. Inaugurato il percorso espositivo

Opera di Hugo  Canoilas presso il Convento dei Cento Archi
Convento dei Cento Archi, l’opera di Hugo Canoilas l'opera di Lois  Weinberger presso Palazzo Milio Palazzo Milio, l’opera di Lois Weinberger

Sabato 29 agosto a Ficarra è stata inaugurato, alla presenza dell’assessore Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Antonio Purpura e del vicepresidente dell’assemblea Regionale Siciliana Giuseppe LupoContemporary Divan, con le opere del portoghese Hugo Canoilas, dell’austiraco Lois Weinberger e di venti artisti provenienti da tutta Europa.

Il percorso espositivo ha il suo punto di irradiazione nella Stanza della Seta e nelle sale di Palazzo Milio, interessa quattro Vetrine (la Pescheria, il Vecchio Frantoio, Palazzo Busacca e l’ex Ufficio di collocamento) e raggiunge altri punti del tessuto urbano, dalla piccola chiesa di San Sebastiano allo spettacolare Convento dei Cento Archi, passando per diversi altri ambienti che gli artisti hanno scelto come sedi di lavoro e di esposizione.

Ficarra_Contemporary Divan  è il momento espositivo finale di un percorso che, per oltre tre mesi, artisti, curatori, direttori di museo, giornalisti, critici provenienti da diversi paesi europei. La Mostra riunisce  le opere di WeinbergerCanoilas, artisti affermati nel panorama internazionale, e dei venti artisti italiani e stranieri che durante l’estate hanno soggiornato e lavorato a Ficarra, che per l’occasione si è trasformato in un grande laboratorio di idee e di pratiche, in una vera e propria officina artistica diffusa.

Il centro nebroideo da tempo ha attivato un processo di confronto con la cultura contemporanea ancorandolo a due cardini: la condivisione del quotidiano e la progettazione in situ, rese possibili dall’adozione del modello della residenza.
Scegliere di approfondire il legame con la cultura contemporanea nelle sue diverse forme ha significato per Ficarra introdurre un’energia costruttiva, sorgiva, capace di trasformare le coscienze attraverso prospettive di conoscenza, rinsaldando il legame tra la propria identità, il proprio bagaglio storico e un’immagine possibile di futuro. Da questi presupposti nel 2007 è nata la Stanza della Seta, fulcro dell’intero progetto Contemporary Divan.

Inaugurazione della mostra
Inaugurazione della mostra

A Palazzo Milio, in una delle sale dello storico, la Stanza ha ospitato artisti e intellettuali, facendo sì che potessero risiedere in una condizione di concentrazione, di studio, ma anche di interazione con il corpo vivo del paese. “Ed è da questa relazione naturale con la cittadinanza che è nato il Progetto delle Vetrine, altro momento centrale di Contemporary Divan, primo passo per la costituzione di un museo permanente di arte contemporanea diffuso nel tessuto urbano, fruibile a tutte le ore e in tutte le stagioni” – spiegano gli organizzatori della Mostra, curata dal direttore artistico del progetto Mauro Cappotto.

La Mostra è stata ordinata attraverso un percorso che si innerva lungo tutto il tessuto urbano, tra opere indoor e interventi outdoor. Una sorta di caleidoscopico affondo nella Ficarra visibile e invisibile, tra testimonianze materiali e percorsi immateriali.

Hugo Canoilas in  studio
Hugo Canoilas in studio

Hugo Canoilas, che ha risieduto per diverse settimane, al Convento dei Cento Archi ha realizzato una copertura di tela della navata centrale con un dipinto di oltre 120 metri quadri, che ribaltando il punto di vista sulle cose, mettendo lo spettatore, sulla scorta di Pessoa, nella condizione di chi dal basso, da dentro la terra, guarda al piano della realtà, crea uno straniamento dal quale poter esperire sia la realtà che la pittura da una prospettiva inusuale e inevitabilmente complessa.

Lois Weinberger  nel suo studio_Palazzo Milio_Stanza della Seta_Ficarra
Lois Weinberger nel suo studio a Palazzo Milio

Lois Weinberger, che si è fermato a Ficarra per un lungo periodo, ha lavorato secondo la sua pratica quarantennale di esplorazione del territorio attraverso, soprattutto, lo studio dei ruderals, di quelle piante spontanee che caratterizzano i luoghi e nei loro percorsi migratori sono in grado di raccontarne la storia. L’artista austriaco ha realizzato delle grandi mappe, una cartografia complessa, ove testo e immagine offrono una visione altra e profonda del paesaggio, ha prodotto una scultura e poi si è impegnato in un intervento all’aperto, dando inizio a un percorso di osservazione e riflessione all’interno di un rudere che gli è stato donato da Mauro Cappotto, un’opera in progress che ha preso il nome di Via Castello n.1.

Anche tutti gli altri venti artisti hanno lavorato secondo i propri linguaggi e le proprie poetiche, scegliendo le aree di intervento o gli studi in cui operare o le collaborazioni da attivare man mano che la vita cittadina offriva spunti che provenivano ora dalla memoria orale, ora dagli archivi, ora da alcune peculiarità del paesaggio naturale e antropico.

In una varietà di attitudini e di pratiche che ha permesso davvero di dar vita ad una comunità di respiro e di rilevanza straordinari, c’è stato chi ha utilizzato il linguaggio della pittura, chi ha scelto il video, chi ha privilegiando la pratica performativa o l‘intervento scultoreo su scala urbana, chi ancora la ricerca sonora, chi la costruzione di ambienti luminosi complessi, chi la ricerca e la scrittura.

Gli attori che hanno affiancato la Stanza della Seta in questo lungo percorso sono stati la Fondazione Brodbeck e la rivista Arte e Critica che, tra l’altro, editerà il catalogo e nel numero autunnale dedicherà uno speciale/inserto all’intero Contemporary Divan.

I protagonisti del Contemporary Divan di Ficarra e della mostra finale sono stati: Canoilas, seguito da Giovanni Iovane; Weinberger, affiancato da Lorand Hegyi; Meris Angioletti, Thomas Knoefel, Mark Kremer, Emmanuelle Lainé, Ana Manso, Marco Pasi, Atlas Projectos (André Romão, Nuno da Luz), Benjamin Valenza, Club Moral (Danny Devos e Anne-Mie Van Kerckhoven), che hanno lavorato con Francesco Lucifora; e ancora Giuseppe Buzzotta, Gabriella Ciancimino, Derek Di Fabio, Tothi Folisi, Genuardi/Ruta, Carmelo Nicotra, Giuseppe Lana, Manuel Scano Larrazabal, Vincenzo Schillaci, Stefania Zocco, che si sono confrontati con Vincenzo Estremo. E ancora, Federico Baronello, che nel ruolo di documentary artist ha seguito tutte le fasi del progetto e ne ha ideato la campagna di comunicazione.

Armando Montalto

Tra la metà dei Novanta e i primi Duemila ha cambiato città, paese e occupazione con la rapidità di un colibrì. Insomma, questo quarantenne messinese, dopo aver fatto consegne a Canal Street, parlato in nome della UE, letto Saramago, tirato sassi sul Canal Saint Martin e bevuto fiumi di birra ha deciso. Tornare a casa, mettere su famiglia e la testa a posto. Oggi si divide tra libri, mare e famiglia. Intanto, prova a scrivere e a raccontare Messina.