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Festeggiata la patrona dei carabinieri, ma Accorinti non c’è

C’erano tutte le istituzioni della città alla celebrazione della patrona dell’Arma dei Carabinieri, basta guardare le foto.

Il prefetto Stefano Trotta, il pro rettore dell’Università Michele Limosani, il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Giovanni Ardizzone, la presidente del Consiglio comunale Emilia Barrile, il questore Carmelo Gugliotta e il commissario della Provincia Filippo Romano, oltre a tutti i più alti gradi delle Forze Armate cittadine.

Grande assente, la Giunta Accorinti al completo. Quasi che Messina non abbia un esecutivo che la governi. L’Ufficio di Gabinetto dice di non saperne nulla, ma a Palazzo Zanca non hanno dubbi: alla commemorazione della Virgo Fidelis officiata stamane in Duomo dall’arcivescovo La Piana l’amministrazione comunale non è stata invitata.

Inutile girarci intorno, perché è evidente che il generale Zottin, Comandante Interregionale Carabinieri “Culqualber”, non ha dimenticato il protocollo buttato all’aria da Accorinti durante la celebrazione della festa dell’Unità d’Italia e delle Forze Armate il 4 novembre scorso.

In quell’occasione, per la prima volta un sindaco ha preso la parola. Citando Pertini per carità e con parole assolutamente condivisibili in un altro contesto, ma sventolando anche una coloratissima bandiera della pace che ha talmente fatto arrabbiare Zottin da fargli abbandonare la cerimonia a metà, lasciando i presenti basiti, visto che a quel punto nessuno sapeva più cosa fare e i messinesi presenti si dividevano tra gli accorintinai di ferro che applaudivano il primo

cittadino e chi lo fischiava.

Il sindaco ha avuto esattamente quello che voleva e che era prevedibile, la prima pagina sui quotidiani nazionali, ma i carabinieri se la sono legata al dito e a dispetto di una stretta di mano durante una cerimonia all’Università, oggi hanno presentato il conto.

Diciamo che uno staff più esperto forse si sarebbe reso conto per tempo dello scivolone che stava arrivando e un invito lo avrebbe rimediato evitando una rottura istituzionale così evidente.

Che certo non fa bene alla città e che va ad aggiungersi allo scontro, peraltro assolutamente ingiustificato, con la Prefettura (che per i non addetti ai lavori ricordiamo che prende disposizioni direttamente dal Viminale e non è gestita dagli umori del singolo) rispetto alla vicenda dei profughi ospitati al PalaNebiolo. Ché se anche si può passare sopra l’evidente inesperienza amministrativa, non lo si può certo fare con il cerimoniale che regola i rapporti tra le istituzioni locali.

Tornando alla celebrazione della Virgo Fidelis, al termine della celebrazione, letta la “Preghiera del Carabiniere”, il generale Zottin ha espresso il suo personale ringraziamento a La Piana e a tutte le Autorità intervenute “che hanno ancora una volta voluto confermare la loro stima, fiducia e affetto nei riguardi dell’Arma per il servizio reso alla comunità”. E chi vuole capire capisce, sperando che non si tratti di un dialogo tra sordi perché la città non se lo può permettere.