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Festa a Messina: torna a casa la centenaria guarita dal coronavirus

MESSINA. Aveva compiuto 100 anni il 28 marzo scorso mentre era ricoverata al COVID Hospital del Policlinico di Messina. Stamane, però, è stata dimessa perché definitivamente guarita. Così Concetta Lenzi, paziente centenaria dell’ospedale, diviene simbolo della lotta al Coronavirus e si prende una schiacciante rivincita sulla malattia che un mese fa l’aveva costretta al ricovero. L’abbandono dell’ospedale è stato una vera e propria festa, fra gli applausi del personale e di una delegazione della direzione aziendale. Ad attenderla all’uscita c’era infatti uno dei suoi figli, ma anche il direttore generale del Policlinico Giuseppe Laganga, il direttore sanitario Nino Levita e il cappellano, che le ha regalato un rosario benedetto. “Dal COVID-19 si può guarire anche a cento anni – dichiara Giuseppe Nunnari direttore del reparto di Malattie infettive – e la signora Concetta ne è una dimostrazione, anche se non è l’unica paziente di una certa età che siamo riusciti a dimettere. Lei è stata particolarmente simpatica con tutti noi e il reparto l’aveva praticamente adottata”.

 

Tanti i nipoti vicini e lontani che in questo giorno da festeggiare si sono stretti attorno a lei in un ideale abbraccio. Nonna Concetta ha ricambiato il saluto e ha espresso tutta la sua emozione, ricordando tra l’altro il compleanno festeggiato insieme al personale dell’ospedale. Nativa di Capizzi, centro nebroideo della provincia peloritana, ha trascorso gran parte della sua vita in Calabria, a Sant’Agata del Bianco. Un anno fa, dopo la scomparsa del marito, era tornata a Messina ed era ospite di una casa di riposo. “Quando è arrivata e abbiamo saputo la sua età – aggiunge il coordinatore del COVID Hospital Antonio Versace – per noi questo ha rappresentato una sfida nella sfida. Oggi è una giornata bellissima, perché un altro paziente esce dall’ospedale dopo la guarigione e in buone condizioni”.

 

«Voleva continuamente tenere il telefonino sotto controllo – racconta una delle infermiere che l’hanno assistita – e chiedeva che fosse ben carico per poter chiamare il figlio. Fra le sue richieste quella di poter mangiare le cose a cui era abituata e noi abbiamo cercato di accontentarla. La sera, per esempio, le davamo il latte caldo. Ma ciò che più voleva era naturalmente di poter tornare a casa. E anche in questo è stata accontentata”.