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Ferma la Iginia, di notte solo una nave sullo Stretto

Di giorno il varo in pompa magna, di notte il rischio che i collegamenti sullo Stretto si blocchino del tutto. Anche la nave Iginia ha problemi e la notte scorsa a garantire il passaggio di treni e passeggeri tra la Sicilia e la Calabria c’era soltanto la Scilla.

Nel caso in cui fosse successo qualcosa, i collegamenti si sarebbero interrotti del tutto e tanti saluti alla rassicurazioni sull’impegno a Messina del Gruppo Ferrovie dello Stato.

Che da quasi 20 anni nega pubblicamente di avere attivato feroci politiche di dismissione dall’area dello Stretto, mentre in privato decide di smantellare sistematicamente uno dopo l’altro tutti gli impianti.

“Ormai siamo alla follia -commenta Mariano Massaro, segretario generale di Orsa Sicilia. Si chiudono le strutture, si riducono all’osso i collegamenti, RFI e i privati Caronte&Tourist fanno cartello sui prezzi senza che nessuno intervenga. In merito a quest’ultimo aspetto c’è una denuncia ben precisa dell’Antitrust che ha confermato quello che noi diciamo da anni: la concorrenza tra pubblico e privato è inesistente.

Quando la società privata alzava il costo del biglietto il vettore pubblico, invece di mantenere una tariffa ridotta la aumentava, rendendo quindi poco conveniente scegliere una nave RFI invece di una di Caronte&Tourist. Adesso i collegamenti notturni garantiti con una sola nave, mentre la Messina, varata in pompa magna, funziona solo di giorno perché sostengono che non ci sono equipaggi disponibili”.

Se chiamare una nave con il nome della città è il massimo che il Gruppo FS e la sua controllata RFI possono fare per il trasporto via mare si prospettano tempi duri per i collegamenti sullo Stretto. Per la Messina si utilizzano solo 2 equipaggi, quando invece ne servirebbero 5.

E se si considera che un equipaggio è composto da 19 persone, metterne in servizio altri tre per garantire il servizio 24 ore su 24 della Messina permetterebbe di far lavorare altri 57 addetti.

“Invece no -dichiara Massaro. E queste dichiarazioni le faccio in qualità di capo elettricista di RFI e non di segretario regionale dell’Orsa. Preferiscono metterci in ferie forzate o impegnarci in servizi a terra, invece di formarci per poter lavorare sulla nuova nave. Dicono che ci sono esuberi, ma la Messina lavora a scartamento ridotto perché i vertici dell’azienda sostengono che mancano gli equipaggi: non è un controsenso?

In questo periodo non sono stati neanche capaci di organizzare un affiancamento tra gli equipaggi in servizio e quelli da formare per poter garantire la continuità dei collegamenti. E così, una nave appena varata, lavora solo di giorno.

Se non è follia questa. Che utilizzino i lavoratori che dichiarano essere in soprannumero invece di far lavorare solo due equipaggi. La verità è che non interessa a nessuno rendere competitivo il trasporto pubblico rispetto a quello privato. A pagare, come sempre, i lavoratori ed i cittadini”.