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Ferie forzate da RFI e l’ORSA va allo sciopero

Ferie forzate per i lavoratori RFI e il sindacato ORSA è già pronto con lo sciopero. La cassa integrazione è ormai più di un’ipotesi e il primo passo della protesta è la dichiarazione dello stato di agitazione. Tra i tempi previsti dalle normative per i trasporti pubblici e la Pasqua di mezzo, quando per legge non si può scioperare, allo sciopero si arriverà ai primi di aprile, ma l’Orsa ha già affilato le armi.

In una lettera inviata alla S.O. Navigazione Messina, alla Commissione di Garanzia ed alla Prefettura, il sindacato autonomo annuncia di avere attivato le procedure di raffreddamento, propedeutiche appunto allo sciopero.

“Nonostante le ripetute segnalazioni di questa organizzazione sindacale -scrive il segretario regionale di Orsa Sicilia Mariano Massaro- l’azienda persiste nell’assegnare ferie d’imperio ai lavoratori per gestire i presunti esuberi scaturiti dalla maldestra gestione del personale dopo la separazione delle attività fra RFI e BlueFerries.

Il diritto inalienabile dei lavoratori di programmare una quota parte di ferie secondo le proprie esigenze è sistematicamente calpestato con lo sfruttamento di tali giornate a totale discrezione dell’azienda, che sembra voler utilizzare ferie e permessi come anticamera della cassa integrazione per mitigare i procurati esuberi imputabili esclusivamente alla esagerata celerità con cui RFI si è voluta liberare del servizio di trasporto dei mezzi gommati trasferito a BlueFerries in tempi da record”.

Secondo l’Orsa questi comportamenti di RFI, la controllata del Gruppo FS che gestisce

il traghettamento e la rete ferroviaria, viola il Contratto nazionale di lavoro della Mobilità che prevede da parte dell’azienda solo la programmazione delle ferie a rotazione dal 15 giugno al 15 settembre, mentre il restante periodo il lavoratore ha tempo fino a settembre dell’anno successivo per usufruire di eventuali ferie residue.

Mariano Massaro, segretario generale ORSA Sicilia

A rendere ancora più rocambolesca la gestione dei presunti esuberi -aggiunge Massaro- si pone la mancata applicazione dell’accordo sottoscritto il 6 febbraio 2013 che prevede l’esigenza condivisa di attivare l’accesso alle prestazioni straordinarie del fondo di sostegno al reddito per agevolare l’esodo volontario di eventuali lavoratori in esubero aventi requisiti, ma invece di sfruttare tali strumenti leciti, condivisi e definitivi l’azienda preferisce la gestione sommaria del personale attraverso periodi di ferie imposti in modo unilaterale.

A tutto questo si aggiunge il mancato rispetto della programmazione annuale dei turni, che prevede per tutto il personale una presenza aggiuntiva di un secondo turno ogni mese,. Prestazione lavorativa questa, che l’azienda ha messo solo su carta ma non ha provveduto concretamente ad organizzare, ripiegando ancora una volta sull’attribuzione unilaterale di ulteriori giorni di ferie.

La solerzia con cui l’azienda sta operando per smaltire i periodi di ferie residui, dà anche forza alle voci incontrollate che annunciano il trasferimento della navigazione ferroviaria ad un altro armatore entro il 2013. L’operazione Bluferries sembra quindi destinata a ripetersi anche per il traghettamento dei convogli ferroviari”.