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Fenech: “Riflettori su Giampilieri fino al recupero della normalità”

Lucy Fenech (prima da destra) con Marisa Collorà, Maria Privitera e Flora Restuccia

Contributo di assistenza alla popolazione sospeso da un anno, ripresa dei lavori in via Puntale e in piazza Pozzo, assistenza psicologica alle persone maggiormente traumatizzate dalla tragedia e risarcimento per la casa distrutta di chi è fortemente in difficoltà.

Sono le richieste che il consigliere di Cambiamo Messina dal Basso Lucy Fenech ha messo sulla scrivania del dirigente responsabile della Protezione Civile Foti, durante un incontro a Palermo.

Con lei anche tre donne di Giampilieri (Marisa Collorà, Maria Privitera e Flora Restuccia) che con le proprie famiglie hanno vissuto in prima persona la tragedia dell’alluvione dell’1 ottobre 2009.

“A quattro anni dalla tragica alluvione del 1 ottobre 2009 che mise in ginocchio un paesino intero e che sconvolse l’intera città -dichiara la Fenech- ancora troppi i disagi per alcune famiglie, ancora troppi i diritti negati.

Diverse famiglie di via Puntale e via Vallone ad oggi sono ancora fuori casa per un’ordinanza di sgombero che consenta di attuare i lavori necessari per il definitivo superamento della situazione di emergenza causata  dall’alluvione del 1° ottobre 2009. Il contributo di assistenza a queste famiglie (sebbene l’art. 8 dell’Ordinanza 3815 del 10 ottobre 2009 preveda che “i benefici economici sono concessi a decorrere dalla data di sgombero dell’immobile, e sino a che non si siano realizzate le condizioni per il rientro nell’abitazione, ovvero si sia provveduto ad altra sistemazione di carattere di stabilità”) è però sospeso da circa un anno.

Questo fa sì che alcune di loro, in gravi difficoltà economiche, abbiano ugualmente avuto l’esigenza di rientrare nella propria casa sebbene manchino i servizi essenziali di luce, acqua e fognature e in alcuni casi si profili anche un rischio crollo degli edifici stessi, con le immaginabili conseguenze, dato che si tratta di zona totalmente interdetta, che quindi non può essere abitata”.

I lavori previsti per via Puntale vanno a rilento a causa dei ritardi nei pagamenti alla ditta  che si è aggiudicata l’appalto e “nonostante queste siano la via e la zona più colpite dall’alluvione -aggiunge l’esponente di Cambiamo Messina dal basso- ad oggi sembrano le più dimenticate. Diversi cantieri sono stati avviati in altre zone del paese. Alcuni di essi si sono già conclusi, altri iniziati in pompa magna il giorno dell’ultima commemorazione, si sono arrestati immediatamente.

Ai disagi logistici ed economici si aggiungono i traumi, le fobie e i disagi psicologici che hanno segnato tanti di coloro che hanno vissuto questa tragedia, che hanno scampato la morte, ma l’hanno vista con i propri occhi e per i loro cari. Rabbia, paura della pioggia, depressione, incubi accompagnano ancora oggi la gente di Giampilieri”.

Con il ricordo di quello che è successo ieri

sono andate alla Regione per rivendicare diritti e chiarezza. Ad accompagnarle all’appuntamento con il dirigente responsabile della Protezione Civile  anche Lucy Fenech. “Foti ha accolto con grande disponibilità questa piccola delegazione -raccontano- e ha risposto puntualmente e con estrema chiarezza ad ogni domanda, fornendo dati e documentazione.

Per quanto riguarda il contributo economico, lo stesso Foti ha inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri una nota (prot. N. 63316) il 30 settembre 2013 con oggetto “Rimodulazione Piano degli interventi ed assistenza alla popolazione L’O.C.D.P.C. n.35”. In questa nota chiede il ripristino dell’attività di assistenza ai cittadini, interrotta poiché con le precedenti ordinanze si era dichiarata conclusa la fase emergenziale.

Nella nota si chiede una modifica all’ordinanza che aveva fatto cessare il contributo ed il ripristino delle somme necessarie all’assistenza fino alla conclusione dei lavori. Si evidenzia inoltre che “tale attività non prevede oneri aggiuntivi, in quanto le risorse necessarie saranno reperite utilizzando le somme derivanti dai ribassi d’asta e dalle economie delle attività del piano stesso”.

Si aspetta adesso risposta dal ministero competente. Ma nella speranza di una risposta affermativa da Roma, è necessario che oggi i contributi siano dati esclusivamente a quelle persone che ne hanno reale diritto e che si trovano maggiormente in difficoltà”.

Per quanto riguarda i lavori in via Puntale, il 18 ottobre scorso era stato trasmesso un fax al Genio Civile di Messina per l’avvio dei lavori. Fax mai ricevuto secondo quanto ha dichiarato l’ingegnere Capo Gaetano Sciacca e che ieri è stato trasmesso di nuovo dalla Regione Sicilia.

“Del fermo dei lavori a piazza Pozzo invece -spiega ancora la Fenech- l’inghippo sta proprio all’interno del paese. Sembra infatti che sia stato chiesto di bloccare i lavori da chi vuole prima ottenere il risarcimento dell’esproprio della casa. Ma, l’iter di alcuni risarcimenti è più lungo e farraginoso a causa di accertamenti su situazioni debitorie, sui mutui in corso e altro. Ci auguriamo quindi che si guardi al  bene di tutta la collettività e che si riprendano prontamente i lavori che possono migliorare la vita di molti abitanti di Giampilieri e nello stesso tempo continuare l’iter di accertamento che darà di diritto ciò che spetta per l’esproprio”.

Visti i traumi psicologici subiti dalla popolazione, Foti si è anche impegnato a chiedere già ieri all’ASP5 di Messina le informazioni necessarie su un’eventuale sostegno per chi ancora oggi è segnato dall’alluvione.

Marisa Collorà, Maria Privitera e Flora Restuccia hanno anche rappresentato il caso di Giuseppe De Luca, che l’1 ottobre 2009 ha perso moglie, madre e figlia e che ad oggi non ha ancora ricevuto alcun rimborso per la sua casa distrutta.

“Maggiore chiarezza quindi -dichiarano le quattro donne- ma si attendono risposte da Roma, Palermo e anche dalla Protezione Civile di Messina. I riflettori su Giampilieri devono restare accessi costantemente, non solo nel giorno della commemorazione, ma fino a quando la situazione sarà davvero tornata alla normalità per tutti”.