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Ex Metromare, a rischio posti di lavoro e collegamenti

Una nave del Gruppo FS

Dei 30 milioni necessari per garantire il collegamento veloce tra le due sponde nella legge di stabilità non c’è traccia e mentre la politica discute di area integrata dello Stretto rischiano di saltare 60 posti di lavoro.

A distanza di oltre 20 giorni dall’ultimo incontro per discutere il nuovo bando triennale (ne era stato annunciato un altro dopo due settimane ma non se ne ha notizia) tutto tace, a Messina come a Roma.
“Siamo alle solite -commenta Michele Barresi, delegato regionale Orsa Trasporti. Mentre la politica nazionale, regionale e locale parla di area metropolitana dello Stretto, non si riesce a garantire per tempo neppure l’emissione del bando di un servizio di collegamento indispensabile a migliaia di cittadini siciliani e calabresi e si mettono a rischio oltre 60 posti di lavoro tra marittimi, personale di terra, pulizie e indotto.
Senza il rinnovo del servizio ex Metromare (gestito dagli ex partner Bluferries e Ustica Lines, rispettivamente sulla Messina-Villa San Giovanni e sulla Messina-Reggio Calabria, ndr) già a dicembre, lo spostamento a Tremestieri della quasi totalità delle unità navali di Bluferries e Caronte&Tourist, necessario a liberare la città dai TIR, determinerà l’interruzione totale della continuità territoriale per i pedoni.
Una situazione che ci sembra pericolosamente sottovalutata dalla politica, ma che rischia di essere più grave di quella analoga già vissuta lo scorso 30 giugno e che impone alle amministrazioni locali e regionali di sollecitare il ministero dei Trasporti ad atti concreti, con un immediato affidamento diretto che garantisca la prosecuzione del servizio in attesa del bando”.
Il silenzio totale dopo l’incontro a Roma convocato dal dicastero dei Trasporti per discutere del problema con le amministrazioni locali siciliane e calabresi non fa presagire nulla di buono.
Intanto le settimane passano e il 31 dicembre, giorno in cui scadrà la proroga del servizio, si avvicina pericolosamente.
“Stiamo rivivendo l’analoga trafila vissuta lo scorso giugno -spiega Barresi- quando si arrivò in prossimità della scadenza della concessione del Consorzio Metromare senza che fosse stato predisposto dal ministero il bando necessario per il rinnovo triennale del servizio. Nulla in questi mesi è cambiato ed è l’ennesima dimostrazione di come nell’area dello Stretto manchi da troppo tempo la necessaria attenzione politica verso un territorio orfano di un’indispensabile programmazione del sistema trasporti marittimi e ferroviari, che garantiscano la mobilità dei cittadini tra le due sponde”.
L’Orsa Trasporti chiede di andare al di là delle buone intenzioni e dei proclami e che si pretenda senza perdere altro tempo atti concreti dal dicastero dei Trasporti. A partire dall’individuazione delle risorse necessarie, non meno di 30 milioni, per il servizio nel triennio 2014-2017.
“Nella migliore delle ipotesi -aggiunge il dirigente sindacale- per garantire la continuità dei collegamenti si deve provvedere con un nuovo affidamento diretto  del servizio e rischiamo l’ennesima proroga al ribasso, come già è avvenuto a giugno, quando i soli 3 milioni di euro stanziati portarono Ustica Lines e Bluferries a ridurre del 50% il volume delle corse precedentemente effettuate.
Oggi la situazione rischia di essere persino peggiore perché a breve, con il necessario spostamento a Tremestieri delle flotte Bluferries e Caronte&Tourist e con l’interdizione al passaggio pedonale su tutte le navi RFI dopo l’incidente mortale dello scorso 14 aprile avvenuto sulle rampe d’imbarco ancora in parte sotto sequestro, di fatto non ci saranno più tra le due sponde collegamenti marittimi alternativi in mancanza di quelo ex Metromare”.
L’Orsa chiede quindi che si reperiscano velocemente almeno i 6 milioni di euro necessari per garantire la continuità del servizio, per quanto ridotto all’osso, in attesa di un bando che, realisticamente, non potrà essere pronto prima della primavera del 2014.