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Estrazioni idrocarburi in Sicilia, è guerra di cifre tra Crocetta e Greenpeace

Greepeace contro le trivellazioni in Sicilia (Foto Francesco Alesi per Greenpeace)
Greepeace contro le trivellazioni in Sicilia (Foto Francesco Alesi per Greenpeace)

Guerra di cifre tra Greenpeace e il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta. Quest’ultimo ha dichiarato ieri che quando l’estrazione di idrocarburi andrà a regime “la Regione incasserà tra 350 e 500 milioni di euro fra royalties e tasse versate direttamente dalle imprese, grazie al protocollo firmato a giugno con AssoMineraria”.

Per Greenpeace i numeri di Crocetta sono “fantasiosi, ben oltre i limiti dell’irrealtà”. Il 2012 è l’anno in cui le royalties sugli idrocarburi in Sicilia hanno garantito più entrate, superando di poco i 10 milioni di euro, mentre ai Comuni sono arrivati 19 milioni.

“Per arrivare al gettito previsto da Crocetta –spiegano da Greepeace- nei prossimi anni le estrazioni andrebbero potenziate tra le 10 e le 17 volte. Crocetta ha firmato un patto di sangue con i petrolieri –incalza Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia. Un patto talmente scellerato che vincola la Regione Siciliana a non toccare le royalties, pena il venir meno dell’impegno delle compagnie sul fronte occupazionale”.

Poi la stoccata finale. “Crocetta dovrebbe spiegare, se la fantasia lo supporta –conclude Giannì- come la Sicilia potrebbe avvantaggiarsi di un gettito di 350-500 milioni l’anno da chi estrae petrolio e gas, quando il totale complessivo nazionale, tra Stato e Regioni, nel 2013 è stato di poco inferiore ai 340 milioni di euro”.

Intanto oggi, guidati da Enzo e Patrizia Maiorca, Greenpeace, WWF e Legambiente, insieme a Touring Club Italia, Comitato Stoppa la Piattaforma e Associazione Apnea Pantelleria, ad associazioni di pescatori quali Legacoop Pesca Sicilia, AGCI Sicilia e ANAPI Pesca Sicilia, l’Ente Bilaterale Regionale Turismo Siciliano, ANCI Sicilia e i Comuni di Petrosino, Menfi, Sciacca, Licata, Pantelleria, Santa Croce Camerina, Noto e Ragusa hanno diffidato la Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale del ministero dell’Ambiente dal concedere parere positivo ai progetti di esplorazione nel Canale di Sicilia presentati dalla Schlumberger Italiana Spa, uno tra Capo Passero e Malta e l’altro tra Malta e Pantelleria.

Sotto accusa le valutazioni presentate dalla società nei documenti di Studio di Impatto Ambientale (SIA), ritenute lacunose ed erronee. “Abbiamo analizzato bene le carte -dichiarano gli ambientalisti- e siamo davanti a gravissime omissioni che non possono essere taciute. Ecco perché oltre alle osservazioni, abbiamo ritenuto importante inviare anche una diffida alla commissione VIA, perché si fermino subito questi progetti.

Entrambi infatti, non tengono in alcuna considerazione l’impatto che tali attività potrebbero avere non solo sui cetacei, ma soprattutto su importanti risorse ittiche commerciali, che sono fondamentali per la pesca siciliana. Ancora più grave è la completa omissione della presenza, nell’area oggetto del progetto al largo di Pantelleria, di fenomeni di pseudo vulcanesimo sedimentario, ben conosciuti in ambito scientifico, che rendono tali zone ad alto rischio geologico”.

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.