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Ente Teatro, inchiesta della Procura sulla mancata stabilizzazione

Una delle numerose proteste degli orchestrali

Anche la Procura di Messina ha deciso di vederci chiaro sulla mancata stabilizzazione dell’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele. E così, dopo le denunce presentate dai musicisti non solo a Messina ma anche alla Corte dei Conti di Palermo, sarebbe stata aperta un’inchiesta.

I primi commenti riguardano, neanche a dirlo, la bocciatura del Bilancio di Previsione 2013. Cassato perché privo proprio di questo 20% da destinare agli orchestrali, salvo il fatto che questa quota non è mai stata inserita e che fino ad oggi nessuno a Palermo sembrava essersene reso conto. E i più maligni sostengono che la bocciatura del Previsionale sia la logica conseguenza dell’avvio dell’inchiesta.

Oltre la metà dei professori d’orchestra, in tutto sono 64, ha infatti denunciato la mancata applicazione di una legge regionale che risale al 2004 e che prevede, appunto, la stabilizzazione degli orchestrali.

Ai quali nel frattempo si sarebbe dovuto destinare il 20% dei contributi inviati dalla Regione Sicilia. Ma così non è stato e per loro non si è mai speso più del 13,5%, fino a toccare il fondo con appena il 7,4% del 2012.

“L’apertura di un’inchiesta mi sembra il proseguimento naturale di questa vicenda -commenta Pippo Di Guardo, segretario generale della SLC Cgil di Messina. Io stesso sono stato ascoltato in Procura ed ho presentato una documentazione a sostegno della denuncia dei lavoratori”.

Come si legge nell’esposto presentato alcuni mesi fa, “nonostante lo Statuto del Teatro prevedesse come normale e continuativa  lo svolgimento di attività dell’Ente nel settore della musica e delle lirica. In  maniera del tutto illegittima, antieconomica e irrazionale ha deciso, invece, fin dall’inizio, di non assumere personale a tempo indeterminato e di servirsi unicamente di lavoratori precari, praticamente utilizzati di volta in  volta a chiamata, fuori da ogni schema contrattuale lecito”.

Per i legali dei lavoratori, che sono già al lavoro per presentare le memorie in Procura, si possono rilevare “profili di responsabilità e danno erariale, ove si consideri che l’Ente Teatrale  è gestito e finanziato con risorse pubbliche regionali. In tal senso, il comportamento tenuto dagli amministratori dell’Ente espone il Teatro stesso a un grave danno erariale, in quanto a seguito dell’accertamento della condotta illegittima del Teatro medesimo, l’amministrazione pubblica sarà costretta a risarcire i professori d’orchestra per il danno subito”.

E così, se nel 2005 l’Ente Teatro ha dato all’orchestra il 13,58 % del contributo totale, nel 2006 l’11,66 %, nel 2007 il 12,27 %, nel 2008 il 10,15 %, nel 2009 il 9,35% e nel 2010 l’11,41 %, nel 2011 e nel 2012 il dato crolla al 7,46 % e al 7,47 %.

Intanto, dopo mesi di promesse non mantenute da parte del presidente Crocetta, questa mattina la Regione ha dato un segno tangibile del proprio interesse per le sorti del Vittorio Emanuele inviando un proprio dirigente, Jacopo Torrisi, dello staff dell’assessore Michela Stancheris, a partecipare all’assemblea convocata da SLC Cgil, Uilcom UIL, Fials Cisal e Sadirs.

L’impegno è quello di commissariare l’Ente Teatro subito dopo le elezioni. “In questo momento qualsiasi nomina regionale è stata stoppata -ha spiegato Turrisi- per via delle elezioni. Ma non appena anche questa fase si sarà conclusa procederemo immediatamente”.

“Niente nomi -hanno chiesto i lavoratori- altrimenti dopo Cintioli e la Pulejo si brucerà anche questo nome. Limitateci a mandare un commissario e basta”. Torrisi si è trattenuto per oltre tre ore con lavoratori e sindacati ed è rientrato a Palermo con un lungo elenco di richieste e dati fornito dai sindacati e confermato punto per punto dall’assemblea.